Diarrea nei bambini: riconoscerla, prevenirla e quando chiamare il pediatra

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Diarrea nei bambini: riconoscerla, prevenirla e quando chiamare il pediatra

diarree estive
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L’estate è la stagione in cui le gastroenteriti diventano più frequenti. Le temperature elevate favoriscono infatti la proliferazione di batteri negli alimenti e una conservazione non sempre corretta dei cibi. A questo si aggiunge una maggiore permanenza fuori casa, i viaggi e la vita in comunità, condizioni che facilitano la diffusione dei virus intestinali. La diarrea rappresenta una delle cause più frequenti di visita pediatrica e, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni. Il vero rischio, soprattutto nei lattanti e nei bambini piccoli, è rappresentato dalla disidratazione. La diarrea viene definita come l’emissione di feci liquide o molto morbide più volte al giorno rispetto alle abitudini del bambino. Quando dura meno di 14 giorni viene considerata acuta; se persiste oltre le due settimane richiede un approfondimento diagnostico perché potrebbe essere sostenuta da altre patologie.

La diarrea acuta

Nella maggior parte dei casi la diarrea acuta è provocata da virus, in particolare norovirus e rotavirus. Grazie alla vaccinazione contro il rotavirus, oggi raccomandata e offerta ai nuovi nati, le forme più gravi che colpivano i lattanti si sono notevolmente ridotte. Anche batteri come Salmonella, Campylobacter, Shigella ed Escherichia coli possono provocare gastroenteriti, generalmente attraverso alimenti contaminati o acqua non sicura. L’esordio è spesso improvviso con scariche frequenti, vomito, febbre, dolori addominali e perdita dell’appetito. Nella maggior parte dei casi non sono necessari antibiotici, che vengono prescritti solo in situazioni particolari e dopo valutazione del pediatra. Se gli episodi diventano ricorrenti o si protraggono nel tempo è necessario individuare la causa. La diarrea cronica può essere associata alla celiachia, alle malattie infiammatorie croniche intestinali, a intolleranze alimentari, alla temporanea intolleranza al lattosio che può comparire dopo una gastroenterite, oppure ad altre condizioni che interferiscono con l’assorbimento dei nutrienti. Il bambino può presentare crescita rallentata, pallore, perdita di peso, addome gonfio, stanchezza o anemia. In questi casi non è opportuno ricorrere a diete fai da te, ma è indispensabile rivolgersi al pediatra che valuterà gli esami più indicati.

La reidratazione è la vera terapia

La perdita di acqua e sali minerali rappresenta il problema principale della diarrea infantile. Per questo motivo la prima cura consiste nella somministrazione precoce delle soluzioni reidratanti orali, acquistabili in farmacia. Queste contengono il corretto equilibrio di glucosio ed elettroliti e sono molto più efficaci di sola acqua, succhi di frutta o bibite zuccherate. L’alimentazione non deve essere sospesa. Dopo la fase iniziale il bambino può riprendere a mangiare secondo il proprio appetito privilegiando cibi facilmente digeribili come riso, pasta, patate, carote cotte, banane, mela e pane tostato. L’allattamento al seno deve proseguire senza interruzioni, mentre il latte artificiale viene generalmente mantenuto salvo diversa indicazione del pediatra. Non è più consigliata una dieta eccessivamente restrittiva, perché un’alimentazione precoce favorisce la guarigione dell’intestino. Anche alcuni probiotici, quando prescritti dal pediatra, possono contribuire a ridurre la durata della diarrea. Tra quelli maggiormente studiati figurano il Lacticaseibacillus rhamnosus GG e il Saccharomyces boulardii, ma non tutti i probiotici hanno la stessa efficacia.

Prevenzione e igiene

Lavare accuratamente le mani prima di mangiare e dopo il cambio del pannolino rimane la misura preventiva più efficace. Frutta e verdura devono essere ben lavate, gli alimenti facilmente deperibili conservati in frigorifero e le carni ben cotte. Durante i viaggi, soprattutto in Paesi dove gli standard igienici sono differenti, è preferibile utilizzare acqua imbottigliata anche per preparare il biberon ed evitare ghiaccio di provenienza incerta. Fondamentale è anche il vaccino contro il rotavirus, che protegge dalle forme più severe di gastroenterite nei primi mesi di vita e riduce significativamente il rischio di ricovero ospedaliero.

Quando rivolgersi subito al pediatra

Occorre contattare rapidamente il pediatra se il bambino ha meno di sei mesi, presenta diarrea associata a febbre elevata, vomito continuo, sangue nelle feci, forti dolori addominali oppure manifesta segni di disidratazione: bocca asciutta, assenza di lacrime, pannolino asciutto per molte ore, urine molto scarse, occhi infossati, sonnolenza marcata o irritabilità. Nei casi più gravi può rendersi necessario il ricovero ospedaliero per la somministrazione di liquidi per via endovenosa. Un intervento tempestivo permette quasi sempre una completa guarigione senza conseguenze.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico [www.guidagenitori.it](https://www.guidagenitori.it)

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