Covid-19 e la variante inglese, scuole a rischio

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Covid-19 e la variante inglese, scuole a rischio

covid variante inglese

Fino a qualche settimana fa i ricercatori ci avevano rassicurato sulla la maggiore resistenza dei bambini a contrarre il Covid-19, ma il virus ha mostrato ancora una volta sorprese poco piacevoli: si sono sviluppate diverse varianti e una in particolare, quella inglese, espone a rischio proprio i bambini della fascia da zero a nome anni. Questi sono è quanto è emerso dalle recenti riunioni del Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della salute. Il vero problema sembrano essere adesso le scuole primarie e dell’infanzia, un po’ in tutta Italia.

Dobbiamo aspettarci ancora zone chiuse

In provincia di Perugia e di Terni la Regione Umbria ha chiuso tutte le scuole in sessantacinque comuni: non solo secondarie, ma anche nidi, scuole dell’infanzia e primarie. È stato sperimentato un tentativo a tenere aperto, a fronte delle proteste dei genitori con difficoltà organizzative della gestione quotidiana dei piccoli, ma la chiusura si è resa necessaria per ragioni di assoluto bisogno. Stesso provvedimento a Pescara, Ancona e per quattro comuni in Lombardia, con l’istituzione di limitate e parziali zone rosse.  Vige divieto di ingresso e uscita dai confini comunali, serrande dei negozi abbassate e, appunto, scuole chiuse dai nidi alle superiori. Anche in Campania si discute tra le forze politiche se chiudere tutto o tenere aperte le scuole. La situazione è delicata e secondo gli esperti la diffusione di queste varianti contribuisce alla comparsa di nuovi casi, con una situazione che potrà essere più seria soprattutto in primavera.

I sintomi della variante inglese

Prima di vedere i sintomi della variante inglese è bene rispolverare i sintomi della forma primaria del Covid-19La variante inglese è comparsa in Inghilterra a settembre 2020 ma se ne è parlato solamente a metà dicembre. Come è possibile sapere se si è verificato un contagio di Covid-19 con la variante inglese? Secondo lo studio REACT dell’Imperial College London, oltre alla febbre, sintomo primario, compaiono brividi, perdita di appetito nelle persone tra i diciotto e i cinquantaquattro anni. Il mal di testa, compare soprattutto nei ragazzini tra cinque e i diciassette anni oltre ai dolori muscolari, questi ultimi ancor più intensi principalmente nella fascia di età compresa tra diciotto e di cinquantaquattro anni.  Aspetto davvero preoccupante: la variante inglese è decisamente più contagiosa, ad essere colpite sono anche le giovani donne in salute, mentre prima erano meno esposte al contagio.  La variante inglese del Covid-19 è presente in ottanta Paesi, compresa l’Italia. Dai primi studi, per fortuna, sembra che i vaccini anti-Covid siano efficaci contro questa particolare variante, così come sono sempre necessarie: le mascherine ben indossate, l’igienizzazione delle mani e il distanziamento sociale.

Sahalima Giovannini

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