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Scoprire per tempo le malformazioni al cuore

malformazioni al cuore

Le malformazioni congenite del cuore, ovvero presenti alla nascita, sono purtroppo abbastanza frequenti, infatti, colpiscono circa 8 neonati su 1000. Per questa ragione, i genitori in attesa che il piccolo venga al mondo, sono preoccupati di quello che potrebbe accadere. Per fortuna, oggi la cardiochirurgia neonatale permette di risolvere anche i disturbi più complessi e assicurare una buona qualità della vita, ma questo è ancora più vero se l’eventuale malformazione viene diagnosticata per tempo, quando il bambino è ancora nel ventre materno. Addirittura, negli ultimi anni sono stati eseguiti alcuni interventi sul cuore del feto con una grave cardiopatia, in gravidanza: all’interno dell’utero materno, permettendone così lo sviluppo nei mesi successivi. Ecco perché è importante la diagnosi precoce da essere rilevata con la morfologica.   

Quando è necessario approfondire l’indagine

Il cuore è un organo che può essere studiato in una fase precoce della gravidanza, infatti si forma nelle prime settimane di gravidanza e dalla sedicesima settimana in poi ha già dimensioni sufficienti per poter essere studiato con l’ecocardiografia fetale. Si tratta di un esame assolutamente sicuro per mamma e feto, purtroppo è un’indagine abbastanza lunga, dura circa una mezz’ora e deve essere effettuato da un radiologo esperto in cardiologia pediatrica, in grado di fornire ai genitori tutte le spiegazioni sul problema e sulle varie possibilità di cura. L’ecocardiografia fetale non è un esame di routine che viene effettuato in tutte le gravidanze. Va effettuata, per esempio, nelle mamme di bambini con cardiopatia congenita che hanno successive gravidanze, oppure quando la gestante soffra di malattie come il diabete, o assuma medicine per l’epilessia o altri farmaci che possano nuocere al concepimento. Inoltre si può richiedere una ecografia cardiaca fetale se, in corso di ecografia morfologica, il radiologo sospetta qualche problema al cuore che va approfondito.

Cosa si può scoprire con l’ecocardiografia

L’ecocardiografia fetale permette di diagnosticare alterazioni del ritmo cardiaco, come le tachicardie – ritmo accelerato, o le bradicardie – ritmo rallentato, che possono insorgere già prima della nascita e causare problemi al feto stesso. In caso di tachicardie è inoltre possibile iniziare a curare il disturbo già in utero, somministrando alla madre opportune medicine e sfruttando il passaggio al feto attraverso la placenta. A volte, come nel caso di tachicardie, una terapia instaurata in utero può controllare il disturbo del ritmo e permettere al feto di giungere a termine di gravidanza, senza subire danni in un’epoca in cui è difficile valutarne lo stato di benessere. L’esame permette, inoltre, di indirizzare la gestante in caso di malformazione, a un centro specialistico, dove possa essere espletato il parto e dove il neonato possa ricevere fin dai primi momenti di vita le cure più appropriate.

Giorgia Andretti


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