Allergie di primavera, la protezione dalle mascherine

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Allergie di primavera, la protezione dalle mascherine

Le allergie respiratorie sono in costante crescita, infatti, colpiscono un italiano su due e sono sempre più diffuse tra i bambini. Si tratta di risposte anomale a sostanze chiamate allergeni, queste sostanze nei soggetti ipersensibili, scatenano una serie di reazioni sgradevoli. La manifestazione tipica dell’allergia di primavera è la rinite allergica quasi sempre accompagnata da congiuntivite allergica, per questo si parla anche di rino-congiuntivite.  Il fastidio provoca starnuti, fastidio agli occhi, naso chiuso, lacrimazione, gocciolamento nasale e tosse. Inoltre, può comparire spossatezza.

La mascherina, una bella difesa

Per i soggetti allergici insomma la primavera non è esattamente una bella stagione, soprattutto tenendo conto che molti soffrono più di un allergene. Ma proprio alla luce della pandemia in atto, secondo l’allergologo professor Walter Canonica, è in arrivo una buona notizia: gli allergici sembrerebbero meno sensibili all’infezione del Coronavirus, perché il meccanismo immunologico che determina l’allergia fa diminuire i recettori per il Coronavirus sulle cellule delle mucose respiratorie. Attenzione, però, raccomanda l’esperto: questo non significa che non si debba usare la mascherina e seguire le pratiche volte a proteggersi dal virus. Anzi, l’uso delle mascherine si è dimostrato efficace come barriera meccanica per una minore inalazione di pollini e quindi a un minor fastidio per i soggetti allergici all’aperto.

Le allergie fuori casa sono diminuite in compenso aumentano le casalinghe

Altro effetto della pandemia è che si sta più a lungo in casa, quindi si è meno esposti agli allergeni delle piante. Inoltre, le restrizioni imposte con forme differenziali di lockdown hanno segnato un abbassamento dei livelli di inquinamento: questo ha portato a una conseguente diminuzione dell’aggressione alle mucose delle vie respiratorie derivante dalla qualità dell’aria. Altro fattore positivo per chi soffre di allergie respiratorie. Anche nell’ambiente domestico, però, ci possono essere allergeni come acari o muffe. Contro le allergie fuori casa oltre all’uso delle mascherine è importante evitare di uscire nelle prime ore del giorno, quando la pollinazione è più intensa. Se ci si sposta in auto, è opportuno ricordarsi di pulire i filtri per limitare il più possibile l’esposizione. In casa si possono mettere in pratica comportamenti virtuosi in grado di fare la differenza: areare spesso e nei giusti momenti della giornata i locali per bilanciare i livelli di umidità, pulire frequentemente e a fondo per eliminare più possibile polvere, acari e pollini che si depositano soprattutto su moquette e tappeti sono azioni indubbiamente efficaci per migliorare la qualità di vita di un allergico.

Quando ricorrere ai farmaci

E’ sempre importante evitare il fai da te perché non si conoscono gli effetti che possono avere i medicinali. Il pediatra e in seconda battuta l’allergologo pediatrico restano sempre i punti di riferimento. Per chi è più grande e per gli adulti è possibile ricorrere a farmaci di automedicazione – riconoscibili grazie al bollino rosso che sorride sulla confezione – come gli antistaminici, da assumere per via orale o topica nasale, o a spray antiallergici attivi anche nel raffreddore da fieno con azione decongestionante. L’uso di antistaminici più recenti non causa sonnolenza: non avendo effetti sedativi, questi farmaci sono in grado di garantire una buona performance lavorativa e scolastica, permettendo lo svolgimento delle normali attività quotidiane. È importante ricordare che tutti questi farmaci devono essere utilizzati con moderazione e per periodi limitati nel tempo.

Giorgia Andretti

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