

Non solo alimenti acidi e zuccherini: anche gli alcolici rappresentano in fattore di rischio per problemi ai denti e infiammazioni alle gengive. Il risultato è che, con il tempo, possono comparire gengiviti e parodontiti. Tutto questo potrebbe esporre ad un maggior rischio di andare incontro a problemi della bocca, come caduta precoce dei denti.
Un bicchiere di vino ogni tanto non è dannoso, se però le dosi iniziano a esser maggiori e prolungate nel tempo, il rischio di disturbi dentari può aumentare di conseguenza. L’alcol riduce, infatti, la funzionalità delle cellule del sistema immunitario e ne diminuisce la capacità di far fronte ai batteri responsabili dell’infiammazione gengivale come le parodontiti. A spiegare questo aspetto negativo, ma poco noto, sono gli esperti della Società italiana di parodontologia e implantologia – SIDP. Gli specialisti chiariscono, ovviamente, che il solo alcol non è sufficiente, di per sé, a sviluppare la malattia, ma la favorisce se c’è anche una predisposizione genetica, ovvero una predisposizione familiare. La relazione tra alcol e gengive è supportata da diverse ricerche scientifiche ma è stata meno indagata rispetto ad altri fattori di rischio, come il fumo di sigaretta o la presenza di diabete.
Una revisione sistematica della letteratura del 2016 pubblicata sul Journal of Clinical Periodontology, condotta su un totale di circa 90.000 persone, ha evidenziato che il rischio di parodontite aumenta di 0,4% per ciascun grammo al giorno di incremento di alcol. Secondo un altro studio pubblicato sul Journal of Dental Research nel 2003, bere alcol si accompagna a un aumento tra il 18% e il 27% del rischio di parodontite negli uomini rispetto a chi non ne assume affatto o lo fa solo sporadicamente. Chi beve di più corre un rischio maggiore. Ridurre l’assunzione ha un impatto positivo sulla salute orale. Gli effetti nocivi dell’alcol sono legati alla risposta infiammatoria alterata dal cattivo funzionamento dei mediatori dell’infiammazione e dalle cellule deputate alla difesa dell’organismo. Il funzionamento di queste cellule è proprio influenzato dal consumo di alcol. I batteri penetrano duplicandosi più facilmente nei tessuti dentari e gengivali, provocando un’infiammazione cronica. A questo si aggiunge il fatto che l’alcol spesso viene associato a stili di vita scorretti come quello del fumo di sigaretta, e anche quest’ultimo, già di per sé, peggiora la condizione delle gengive.
L’alcol non innesca il processo che porta la malattia parodontale, come invece può fare il mancato controllo della placca dentale o un’alterata risposta infiammatoria di tipo genetico. Ma è un fattore di rischio aggiuntivo, come diabete, fumo vita sedentaria. Di conseguenza, chi sa di avere familiarità con la parodontite, oppure ha un genitore che ha avuto una perdita di numerosi denti e frequente sanguinamento delle gengive, dovrebbe stare più in guardia e porre un’elevata attenzione all’igiene orale, in modo da evitare o ritardare il manifestarsi degli stessi problemi. Non è vero che con l’età si è destinati alla perdita dei denti: se curati adeguatamente, questi possono esser preservati. Per questo il dentista ha un doppio ruolo: curare la salute orale e fornire i giusti consigli per contribuire a preservare la salute di tutto l’organismo, visto che le due, come dimostrano ormai moltissimi studi scientifici, sono in strettissima relazione.
Lina Rossi
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