Un abbassamento eccessivo della palpebra la cui terapia coinvolge oculista, ortottista e neurologo.
Con il termine di ptosi palpebrale si fa riferimento ad un abbassamento eccessivo della palpebra superiore. In condizioni normali la palpebra superiore compie un movimento di apertura e chiusura che serve a detergere la superficie del bulbo e ad umettare la superficie corneale. Tali funzioni sono di estrema importanza per mantenere sano il globo oculare, distribuendo sulla superficie dell’occhio sostanze antibatteriche in grado di ostacolare il formarsi di infiammazioni o infezioni. In alcuni casi patologici, di diversa genesi, si può assistere ad una incompleta apertura dell’occhio per il mancato sollevamento della palpebra superiore. Le palpebre sono costituite da tessuto cutaneo esterno, da una importante componente muscolare sottostante e dalla congiuntiva che riveste la superficie interna a diretto contatto con l’occhio. Le cause che possono concorrere a determinare la ptosi palpebrale possono essere molteplici e possono insorgere a tutte le età. Quella che colpisce i bambini può essere di 3 forme: ptosi di origine neurologica, meccanica e muscolare.
Le ptosi di origine neurologica sono causate da un difetto nell’innervazione della muscolatura palpebrale di origine acquisita o congenita e si caratterizzano per una non completa innervazione del muscolo elevatore della palpebra con conseguente incapacità ad alzare la palpebra superiore. In alcune forme patologiche (quali la sindrome di Marcus Gunn) si può osservare una ptosi palpebrale in seguito all’apertura della bocca, nella masticazione o nella suzione. In difetti definiti “paradossi” si osservano anomalie imprecisate del movimento della palpebrale durante l’esecuzione di movimenti oculari senza poter riconoscere un ben preciso rapporto di causa ed effetto.
Le ptosi di origine meccanica possono essere causate da un eccessivo peso della palpebra superiore che si determina in presenza o di forti ed estese infiammazioni del tessuto cutaneo con ispessimento e congestione (detto edema) o per patologie infiammatorie circoscritte come calazi o orzaioli.
Le ptosi muscolari hanno come causa l’incapacità del muscolo a contrarsi e a sollevare tutta la palpebrale. La forma più tipica di questo gruppo è la miastenia grave, rara e grave malattia che interessa tutta la muscolatura dell’organismo.
In presenza di una ptosi bisogna eseguire un corretto esame obiettivo valutando la funzionalità muscolare, misurando lo spostamento della palpebra, stabilendo la mono o bilateralità del fenomeno ed esaminando tutta la motilità oculare con una scrupolosa visita ortottica. Molto utile, in numerosi casi, è l’esecuzione di un disegno o di una fotografia sia del viso del paziente che solo degli occhi, valutando sia l’aspetto fisionomico generale che quello locale ed esaminando con cura tutte le pieghe cutanee. E’ fondamentale esaminare periodicamente la superficie oculare per rilevare la presenza di sofferenza o di lesione ulcerative a livello della cornea. La terapia della ptosi è molto complessa e necessita di un lavoro di gruppo che coinvolga l’oculista, l’ortottista ed un neurologo, in modo da formulare la diagnosi e stabilire tipo e modalità di intervento. Le forme di ptosi di origine meccanica, causate da flogosi palpebrale, si risolvono con una terapia locale cortisonica e antibiotica. Le forme muscolari o neuronali necessitano di interventi chirurgici atti a permettere una elevazione più o meno significativa per consentire una visione bioculare.
Dott. Stefano Amodeo
Specialista in Oculistica e Microchirurgia oculare