Un bambino vivace non è sempre un bambino malato. Per arrivare ad una diagnosi certa serve uno specialista e prima di ricorrere ai farmaci è importante provare una psicoterapia.
Bambini iperattivi o bambini con deficit dell’attenzione? In realtà le due difficoltà sono presenti allo stesso tempo e sono i due sintomi principali del disturbo del comportamento infantile meglio conosciuto come “Sindrome da iperattività” o ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), secondo le stime americane la sindrome colpisce il 4% delle popolazione tra i 6 ed i 12 anni, con una predominanza dei bambini sulle bambine.
La diagnosi appartiene allo specialista
Sempre più spesso i bambini estremamente vivaci, vengono definiti impropriamente come bambini iperattivi, senza tener conto che la diagnosi è un atto squisitamente medico e non solo, è riservata allo specialista psichiatra per questo preparato. Nella maggior parte dei bambini i segni del disturbo compaiono prima dei sette anni, ma è con l’ingresso nella scuola elementare che i sintomi mostrano per intero la difficoltà ad aderire alle regole della convivenza. I sintomi vanno inquadrati in base alla predominanza del disturbo ovvero: deficit dell’attenzione o l’iperattività. Le bambine hanno una predominanza del deficit dell’attenzione, i bambini al contrario hanno una predominanza dei sintomi riconosciuti come iperattività e comportamento compulsivo.
7. Continua agitazione motoria;
8. Difficoltà a restare seduto al proprio banco in classe o in qualunque altra situazione dove è richiesto di restare seduti
9. Corsa e salti in modo non appropriato
10. Difficoltà a giocare in modo tranquillo senza riuscire a seguire le eventuali regole
11. Parlare eccessivamente interrompendo i discorsi degli altri o esprimendo risposte prima ancora che venga completata la domanda
12. Difficoltà a rispettare il proprio turno se viene richiesta l’attesa.
1. È presente da più di sei mesi
2. Si riscontra in vari contesti (scuola, casa, parco giochi)
3. Causa problemi di relazione con adulti e bambini.
Le ipotesi sulle cause del problema
Sebbene la genesi della sindrome da iperattività resti ancora un mistero, i ricercatori hanno potuto verificare che il cervello dei pazienti affetti da sindrome ADHD mostrano delle differenze significative nella struttura cerebrale, le aree deputate al controllo mostrano una minore attività. Il fattore ereditario gioca un ruolo non da poco: la sindrome tende a ripresentarsi all’interno delle famiglie, un bambino su quattro ha avuto un genitore con la stessa difficoltà. Il fumo e l’alcool in gravidanza, probabilmente a causa del rallentamento dell’attività dei neuroni provocato nel feto, così come l’esposizione a sostanze tossiche come i policlorobifenili aumentano il rischio della sindrome da iperattività nei bambini. L’esposizione nei primissimi anni di vita dei bambini ai metalli pesanti come il piombo, può facilitare il rischio di sviluppare una sindrome ADHD. Sintetizzando il rischio è aumentato tutte le volte che:
1. La madre in gravidanza è esposta sostanze tossiche
2. Si registra un consumo di alcol e fumo in gravidanza
3. Il bambino è nato pretermine
4. Esiste una storia familiare predisponente.
L’importanza di un psicoterapia familiare
Ogni singolo bambino deve essere considerato come un caso unico, per alcuni bambini è sufficiente un supporto psicoterapeutico mirato sulla famiglia, per altri è necessario intervenire non solo con il supporto psicoterapeutico ma è necessaria una integrazione farmacologia. Il counseling o aiuto mirato, deve essere esercitato dalla figura dello psichiatra o dal neuropsichiatra infantile, questo perchè nella maggior parte dei bambini con sindrome da ADHD oltre alla sintomatologia tipica della sindrome sono presenti anche i disturbi dell’ansia e della depressione. Il counseling deve poter includere:
Strategie alternative ai farmaci tradizionali, in grado di apportare dei benefici sono:
In Rete
Sito ufficiale dell’Istituto Superiore della Sanità sull’ADHD
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica