

A volte i bambini si rattristano perché un amico lo ha trattato male oppure perché l’amica del cuore sta passando più tempo con la cuginetta, in genere questi stati emotivi si superano in un paio di giorni. Però, se la tristezza resta appiccicata sul volto dei nostri figli per più settimane, forse è il caso di osservarli con attenzione per valutare eventuali differenze tra una semplice tristezza di qualche giorno e uno stato emotivo più doloroso.
Harold S. Koplewicz, MD, direttore del Child Study Center della New York University e direttore della psichiatria infantile e adolescenziale presso la NYU/Belleview Hospital Center, afferma che la depressione infantile è come la depressione degli adulti, un disturbo cerebrale causato da cambiamenti nella chimica dei neuroni. Questi cambiamenti hanno spesso radici nella rivoluzione ormonale a partire dal apre-adolescenza, adolescenza e nei giovani adulti. L’adolescenza è considerata quell’età tra i quattrodici e ventitré anni, mentre la pre-adolescenza è sempre più anticipata. La depressione giovanile solo alcune volte può essere una reazione perché di fatto è una predisposizione, allo stesso modo in cui alcuni bambini possono avere difficoltà di apprendimento o un dono genetico come per quei bambini che a cinque o sei anni hanno il senso del ritmo musicale o pittorico, è una questione di DNA.
La maggior parte dei bambini con disturbi depressivi soffre di ansia e comunque, sia si tratta di un disagio importante. Prima della pubertà l’equivalente della depressione nei bambini è l’ansia. In effetti, i bambini che soffrono di ansia da bambini hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione nella transizione adolescenziale. Circa l’85% degli adolescenti con disturbi depressivi hanno sperimentato disturbi d’ansia da bambini, per questo l’ansia nei bambini non dovrebbe essere sottovalutata. I disturbi d’ansia infantile sono sintomi persistenti e si concentrano su un singolo tema causando grande angoscia. Questi disturbi rientrano in tre categorie:
Tutti questi disturbi causano angoscia e disfunzioni. e fa sentire i ragazzini senza speranza, disperati ed è proprio questo stato emotivo che fa desiderare alle persone di farsi del male.
Secondo l’American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, uno qualsiasi di questi sintomi può significare che un bambino è depresso:
Mai ignorare i segni della depressione, parlarne con il pediatra che saprà indirizzare a ad un buon psicoterapeuta ad indirizzo CBT la terapia cognitivo comportamentale. La psicoterapia CBT lavora sul cambiamento dei modelli di pensiero e delle reazioni agli eventi anche se la depressione ha una componente genetica. Alcuni eventi stressanti possono aumentare il rischio depressivo, come la perdita di un genitore, l’esposizione a violenza o abusi o malattie croniche. Se dopo quattro o cinque mesi di psicoterapia non avviene alcun cambiamento, sarà lo specialista a valutare se è necessario un piccolo sostegno farmacologico. È vero che ai bambini con dovrebbero essere prescritti psicofarmaci, ma davanti alla costruzione di pensieri estremamente dolorosi alle volte è necessario scegliere il male minore.
Ciò che non dovrebbe mai essere fatto è dare ai bambini tutto ciò che vogliono senza fare nulla in cambio, dare loro cose che non hanno chiesto, crea grandi aspettative perdendo di vista la realtà. Regaliamo loro invece un maggior contatto, passare del tempo con loro è la migliore forma di protezione dalla depressione.
dott. Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta CBT – Laureata in Psicologia Clinica
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