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Effetti della cannabis sul cervello

cannabis e schizofrenia
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Il tema degli effetti della cannabis sul cervello è tornato alla ribalta grazie a due recenti studi, uno canadese ed uno statunitense. Questi rivelano, da un lato, impatti negativi sulla memoria dovuti ad un uso costante della sostanza e, dall’altro, un possibile legame con l’aumento dei casi di schizofrenia in Canada dopo le modifiche legislative che hanno portato alla liberalizzazione prima per scopi medici nel 2015 e poi ricreativi nel 2018.

Università del Colorado – THC e danni cerebrali e memoria

Uno studio condotto dall’Università del Colorado su un campione di circa mille giovani adulti ha evidenziato che anni di uso di cannabis possono ridurre l’attivazione di alcune aree cerebrali durante compiti mnemonici. In particolare, sono coinvolte l’insula anteriore, correlata al linguaggio, la corteccia prefrontale mediale, fondamentale per motivazione e attenzione, e la corteccia prefrontale dorsolaterale, fondamentale per elaborare informazioni recenti. Anche esclusi gli utilizzatori recenti, la compromissione della memoria resta evidente. Gli studiosi sottolineano che il consumo di cannabis comporta effetti negativi sul funzionamento cerebrale e sulla memoria, sia a breve che a lungo termine. Con la crescente legalizzazione della cannabis per usi medici e ricreativi in vari Stati, si è registrato un incremento della potenza dei prodotti a base di cannabis e un aumento del tasso di utilizzo, con conseguenti disturbi. Questa evoluzione si accompagna ad una percezione sempre più diffusa della cannabis come sostanza innocua, nonostante i numerosi effetti negativi dimostrati, come l’aumento degli incidenti stradali correlati al suo uso.

Università dell’Ontario – THC e sviluppo di schizofrenia

Un ulteriore studio, questa volta in Canada nella provincia dell’Ontario, ha evidenziato l’associazione tra la legalizzazione della cannabis e l’aumento dei casi di schizofrenia. I dati, raccolti su 13,5 milioni di persone, hanno mostrato che tra le quasi 120mila persone che si sono recate al pronto soccorso per disturbi legati all’uso di cannabis, il tasso di diagnosi di schizofrenia è risultato notevolmente superiore rispetto a chi non aveva mai avuto problemi legati all’uso della sostanza. Infatti, nel primo gruppo solo lo 0,6% ha ricevuto una diagnosi di schizofrenia, mentre tra gli utenti di cannabis la percentuale sale al 9%. L’analisi delle differenze prima e dopo la legalizzazione per uso ricreativo ha mostrato che, successivamente alla nuova norma, le visite al pronto soccorso sono aumentate del 270% e i nuovi casi di schizofrenia sono passati dal 7% al 16%. Questi dati spingono i ricercatori a riflettere sui rischi derivanti dall’aumento dell’uso regolare di cannabis e dal potenziamento dei suoi prodotti

I casi di schizofrenia e psicosi sono triplicati negli ultimi 17 anni, evidenziando la necessità di strategie di prevenzione mirate, soprattutto per i giovani, loro sono particolarmente vulnerabili agli effetti negativi della cannabis.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Medico psichiatra, Psicoterapeuta CBT, Laurea in Psicologia clinica

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