Al rientro dalle vacanze marine attenzione alle infezioni della pelle 

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Al rientro dalle vacanze marine attenzione alle infezioni della pelle 

infezioni della pelle
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Se in estate i nostri bambini hanno trascorso le vacanze al mare o frequentando una piscina, è importante prestare attenzione a eventuali eruzioni cutanee e ad altri segnali che possono comparire sulla pelle. Sulla sabbia, ai bordi della piscina, nelle parti comuni degli stabilimenti balneari passano molte persone e possono quindi diffondersi germi responsabili di malattie della pelle. Alcune di queste possono evidenziarsi qualche settimana dopo il ritorno a casa ed è bene curarle prima che i bambini riprendano a frequentare la scuola, le piscine e i corsi sportivi. Il primo riferimento è sempre il pediatra soprattutto quando i bambini sono piccoli.

L’impetigine, un disturbo comune

L’impetigine è una delle infezioni cutanee più comuni tra i 2 e i 5 anni e si stima che colpisca a livello mondiale circa il 12% dei bambini. Tra i fattori di rischio allo sviluppo di infezioni troviamo la dermatite atopica, traumi della pelle, morsi di insetto e umidità elevata. Dell’impetigine abbiamo due forme: non bollosa e bollosa. La prima forma è generalmente provocata dallo Staphylococcus aureus – nel 70% dei casi-  e dallo Streptococcus pyogenes e si presenta con piccole vescicole o pustole che evolvono rapidamente in croste di color giallo. Anche la seconda forma, la bollosa, è causata dallo Staphylococcus aureus e si manifesta con bolle flaccide e trasparenti sotto le ascelle, sul collo e nell’area del pannolino. Una novità nel trattamento dell’impetigine è l’ozenoxacina, pomata antibiotica battericida che agisce rapidamente con un successo terapeutico complessivo riscontrato dopo soli 5 giorni in seguito a somministrazione due volte al giorno, con la riduzione dell’impatto dell’infezione e una buona tollerabilità nei pazienti a partire dai 6 mesi di età.

Le micosi estive, le classiche macchie della elle chiare

Le micosi o infezioni micotiche sono causate dai miceti meglio conosciuti come funghi. In estate è più facile il contagio sia per la maggiore proliferazione dovuta al clima caldo umido, sia per la più alta frequentazione dei bambini di piscine o di spazi comuni. I funghi possono diffondersi in molte zone del corpo dal cuoio capelluto alla cute in generale. Nel primo caso – tinea capitis – la lesione è inizialmente costituita da piccole papule localizzate alla base del follicolo e, successivamente, si forma una placca circolare eritematosa e squamosa, al cui centro il capello diventa fragile e si spezza. Diventano così evidenti zone prive di capelli, l’alopecia, e il bambino può lamentare prurito. Nel secondo caso, le infezioni della cute – tinea corporis – si presentano come placche squamose, lievemente sopraelevate ed eritematose, che si diffondono in senso centrifugo lasciando una tipica lesione ad anello. Sia nelle infezioni del cuoio capelluto che in quelle della cute, le lesioni micotiche richiedono il trattamento con un farmaco antifungino e scompaiono spontaneamente nel giro di qualche mese.

Le verruche a piedi e mani da Papillomavirus

Le verruche cutanee sono le lesioni caratteristiche delle infezioni virali da Papillomavirus e riguardano il 5-10% dei bambini. Anche in questo caso si diffondono maggiormente in estate tra i bambini che frequentano piscine o docce pubbliche. Le verruche comuni – verruca vulgaris – si riscontrano più frequentemente sulle dita, sul dorso delle mani, sul volto, sulle ginocchia, piedi  e sui gomiti. Si presentano come papule ben circoscritte, con superficie irregolare e rugosa. Le verruche piane – verruca plana – sono caratterizzate da papule lievemente rilevate, di dimensioni generalmente inferiori ai 3 mm e di colore variabile dal rosa al marrone. La distribuzione è simile a quella delle verruche comuni, in alcuni casi però possono essere multiple e distribuirsi lungo una linea di trauma cutaneo, per esempio dal margine dei capelli al cuoio capelluto a causa dell’utilizzo del pettine. Nel 50% dei casi le verruche scompaiono spontaneamente entro due anni: il mancato trattamento può, però, provocare la diffusione ad altre sedi del corpo. Le verruche sono lesioni che interessano la parte superficiale della cute, quindi non cicatrizzano a meno che vengano trattate in modo aggressivo; generalmente si consiglia l’applicazione di pomate all’acido salicilico, mentre più discusso è l’utilizzo dell’azoto liquido.

Sahalima Giovannini

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