

Problemi posturali, soprattutto a carico della colonna e per la cervicale, ipertensione da stress, disturbi intestinali, insonnia per non parlare della dipendenza ed ai danni sul versante psicosociale. È quello che rischiano le persone affette da ludopatia, ossia da quella dipendenza patologica dal gioco. I risvolti sono pericolosi per gli adulti, ma lo sono ancora di più per i ragazzini, loro sono nella fase di crescita sia fisica sia psicologica importante per la vita e possono uscirne davvero segnati da esperienze di questo genere. Gli ultimi dati del Ministero della Salute parlano di un 54% della popolazione italiana dedito al gioco. In Italia esiste una slot ogni 150 abitanti circa, con una penetrazione che è fra le maggiori al mondo; inoltre, il nostro è il paese europeo dove il gioco online si è maggiormente diffuso. Le stime indicano percentuali comprese fra l’1,3 ed il 3,8% della popolazione generale come giocatori problematici ed un totale di giocatori patologici che varia fra lo 0,5 ed 2,2 %. I dati sono piuttosto vaghi ma quel che è certo è che fra giocatori problematici, patologici e loro famiglie, il numero delle persone coinvolte e direttamente danneggiato da questo fenomeno sta assumendo proporzioni allarmanti. Adolescenti, anziani, e disoccupati sono portatori di fattori di rischio supplementari.
Si gioca di più al centro e al sud
Il gioco d’azzardo sembra essere in calo fra i ragazzi italiani tra i 15 e i 19 anni, mentre cresce invece il gioco online. Lo afferma lo studio ESPAD@italia2014 realizzato dall’ Istituto di Fisiologia Clinica – reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari del CNR di Pisa su un campione di oltre 30.000 studenti di 405 scuole superiori del Paese. Rispetto al 2009 – 2011 quando la percentuale dei 15 – 19enni dediti abitualmente a questa attività era del 47%, nel 2014 si scende al 39%. In termini assoluti, sono stati oltre 900mila gli studenti che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nello scorso anno, mentre erano circa 1,1 milioni negli anni tra il 2009 ed il 2011. In lieve crescita il gioco online: dal 9% del 2013 si sale al 17% del 2014. Le regioni con le percentuali di giocatori con profilo a rischio superiori alla media sono prevalentemente al Centro Sud: Lazio Basilicata, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia con l’11.5 – 13.2% contro l’11% del valore nazionale. Tra i giochi più accessibili, in testa ci sono i gratta e vinci col 71% delle preferenze ma in diminuzione rispetto al 77% del 2012. Attualmente sono ben 60 le tipologie, diversificate per prezzo e tipo di vincita, disponibili nei posti più comuni e frequentati anche dai ragazzi, come i bar, gli autogrill, i supermercati o i distributori automatici installati presso i centri commerciali. In ordine di preferenza, seguono scommesse sportive 49%, bingo e la tombola 33% e totocalcio 28%. Non mancano coloro che giocano a carte 24% e al video poker o slot 14%. Circa tre quarti dei giovani ha speso non più di 10 euro nel mese antecedente lo svolgimento dello studio, mentre il 18% ha speso tra gli 11 e i 50 euro e l’8% oltre 50 euro.
I rischi del gioco patologico
L’associazione Arciragazzi Comitato di Roma Onlus ha ritenuto opportuno di proporre e realizzare il progetto NON GIOCARTI LA VITA – COME PREVENIRE LA LUDOPATIA che raccoglie i risultati ottenuti e li pone a disposizione della collettività, degli esperti e delle Istituzioni. Le caratteristiche più perniciose dei giochi d’azzardo sono la velocità, la ripetitività,la disponibilità ubiquitaria: sono comportamenti disponibile a tutte le ore 24h/24, ovunque non solo in sale gioco ma anche a mezzo internet, e si possono ripetere velocemente, una giocata alle slot machines, ad esempio dura circa tre secondi; nel 10eLotto possiamo giocare 288 volte nelle 24h. Gli adolescenti sviluppano problematicità soprattutto nei confronti di scommesse sportive, poker e lotterie. Inoltre, secondo gli esperti, le persone che giocano in maniera patologica e che passano ore ed ore davanti ad un tablet o una slot machine possono certamente sviluppare patologie concomitanti anche sul versante somatico con problemi posturali, soprattutto a carico della colonna e per la cervicale, ipertensione da stress, disturbi intestinali, insonnia, che si sommano alla dipendenza ed ai danni sul versante psicosociale. Inoltre, il gioco d’azzardo è spesso correlato al tabagismo, all’uso di alcol e talvolta anche di stupefacenti. La dipendenza d’azzardo danneggia globalmente la qualità della vita di chi ne è vittima: non solo le condizioni psicologiche e fisiche ne risentono, ma anche il sistema di relazioni in cui la persona vive viene sgretolato, cosa che induce un progressivo isolamento, una spirale discendente che va affrontata con l’aiuto di professionisti esperti. Molti fattori possono favorire lo sviluppo di dipendenza dal gioco: la familiarità per azzardo o altre dipendenze, la presenza di disturbi d’ansia o depressivi, la carenza di una socialità reale. Nella maggior parte dei casi l’azzardo viene vissuto in solitudine.
Giorgia Andretti