La variazione climatica danneggia la fertilità maschile

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La variazione climatica danneggia la fertilità maschile

temperatura e fertilità
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La capacità riproduttiva delle coppie in generale e dei maschi in particolare è in calo. Le ragioni sono diverse. Si va dallo spostamento in avanti dell’età per il primo figlio, che comporta una naturale diminuzione dell’attività dei gameti, alle malattie sessualmente trasmesse che si stanno diffondendo nuovamente e che non sempre vengono curate a dovere. A questi fattori si aggiungono altre motivazioni, come sovrappeso maschile sempre più diffuso, consumo di alcolici e abitudine al fumo che danneggiano i testicoli. L’inquinamento ambientale fa la sua parte, ma anche il clima ne sembra coinvolto: secondo gli esperti, infatti, il surriscaldamento nuocerebbe alla capacità riproduttiva.

La variabilità climatica responsabile della fertilità maschile

I dati Istat parlano di un declino demografico del Paese, con poco più di 400mila nati nel 2020, in calo del 30% in dieci anni. E la colpa potrebbe essere anche del riscaldamento globale. L’aumento della temperatura danneggerebbe, infatti, l’apparato riproduttivo maschile più di quello femminile. In alcune specie animali, un aumento di un grado delle temperature esterne può ridurre la fertilità e gli esperti temono che questo stia avvenendo anche per l’uomo. Gli studi su farfalle e coleotteri, per esempio, mostrano che l’aumento delle temperature sta contribuendo all’estinzione di alcune specie perché l’apparato riproduttivo maschile di questi insetti è molto sensibile al caldo. In alcuni casi la produzione di spermatozoi è stata vista calare di tre quarti e la capacità di fecondazione è crollata. Gli effetti negativi si tramandano anche sulla prole, che risulta meno fertile. Ne hanno parlato gli esperti della Società Italiana di Andrologia nel corso dell’ultimo convegno. Il numero medio degli spermatozoi degli uomini oggi è dimezzato rispetto a quarant’anni fa e un italiano su dieci è ormai infertile. Il calo della fertilità maschile pare ormai un dato di fatto, ma attribuire la responsabilità solo a fumo, contaminanti chimici, infezioni sessuali è riduttivo.

Cosa succede con il riscaldamento globale

I sospetti di un effetto decisamente negativo da parte del cambiamento climatico sulla fertilità sono ormai quasi una certezza anche per la nostra specie. È ormai accertato che un’esposizione professionale alle alte temperature, come quella a cui sono esposti i cuochi o i saldatori, può compromettere la fertilità. L’aumento di un grado della temperatura ambientale accresce di 0,1 C° la temperatura scrotale che può compromettere la fertilità. Nell’uomo, per esempio, gli andrologi stanno assistendo a una progressiva riduzione del volume dei testicoli, al punto che i parametri di ‘normalità’ sono già stati rivisti al ribasso. Che cosa si può fare contro tutto questo? Ovviamente si spera che la comunità internazionale attui misure forti per ridimensionare l’avanzata verso il riscaldamento globale. Nel frattempo, è essenziale che i giovani uomini tengano sotto controllo la salute sessuale, instaurando un buon rapporto con l’andrologo. Nutrirsi in modo sano, con frutta e ortaggi, curare eventuali infezioni prima che facciano danni, non ingrassare troppo e non assumere alcolici e fumo è sicuramente un modo importante per occuparsi della salute riproduttiva.

Sahalima Giovannini

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