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Fumo di tabacco, anche poche sigarette al dì fanno male

e-cig
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Fumare non è una buona idea, infatti il fumo fa male sempre: che sia attivo o passivo, poco o tanto, causa danni all’apparato respiratorio e non solo. Uno studio dell’Università degli Studi di Perugia dimostra che anche una breve esposizione è in grado di avviare, entro 30 minuti, una serie di meccanismi infiammatori che concorrono alla formazione dei danni tissutali prodotti in seguito a quella ripetuta e a lungo termine.

Danni importanti anche con breve esposizione alle sigarette

I ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia di Perugia hanno sperimentalmente ricreato un ambiente domestico in cui per un’ora hanno soggiornato dei gruppi di volontari, rigorosamente non fumatori, esposti al fumo di alcune sigarette fatte bruciare in un normale posacenere. È stato così rilevato come anche una brevissima esposizione al fumo passivo sia capace di determinare un rapido cambiamento quantitativo di una proteina presente nel sangue e legata a meccanismi infiammatori, il recettore p75NTR legante una serie di neurotrofine. I danni sono ancora maggiori se i soggetti esposti sono neonati e bambini. In base ai risultati dello studio è ora però possibile rilevare l’esposizione al fumo passivo in tempi considerati molto più precoci, attraverso il prelievo di sangue e con il dosaggio del recettore p75NTR.

Utilizzare la sigaretta elettronica provoca pericolosi cocktail

Il problema delle e-cig è dilagante tra i giovani: il consumo di queste sigarette è in aumento tra di loro: i prodotti rischiosi per la salute. Dagli ultimi dati Global Youth Tobacco Survey, ISS e Ministero della Salute emerge che il 18% dei giovanissimi italiani tra i 13 e 15 anni, fa uso di e-cig con un aumento del 125% dei piccoli svapatori rispetto al 2014.  La percezione di minore pericolosità rispetto alle sigarette tradizionali, unita ad aggressive politiche di marketing, ha creato un cocktail molto pericoloso. Tra i giovanissimi l’immagine dell’e-cig è quella di un prodotto cool e alla moda, grazie a un design ricercato e a una pluralità di aromi per tutti i gusti, da mojito e pina colada a fragola e caramello. Infatti, se un tempo venivano percepite come un mezzo per smettere di fumare, oggi sono un potenziale primo passo che porterà i giovani a essere fumatori delle sigarette tradizionali.

La normativa per la vendita di tabacco ed e-cig è chiara

La vendita di liquidi con nicotina ai minori non è legale e sono vietati i messaggi pubblicitari che promuovono sigarette elettroniche e liquidi. Inoltre, l’influencer marketing sui social non può essere in contrasto con le normative. Altroconsumo tempo fa ha chiesto l’intervento dell’Antitrust segnalando queste pratiche scorrette. A questo scenario va ad aggiungersi la posizione dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità che nel rapporto Epidemia globale di tabacco 2019 afferma che le e-cig sono senza dubbio dannose L’OMS conferma che questi prodotti possono rappresentare una porta di ingresso verso il fumo convenzionale o portare ad una rinormalizzazione del fumo nella società. Secondo l’OMS, quindi, i vari Paesi dovrebbero applicare il divieto di pubblicità, di aromatizzazione dei prodotti e l’introduzione di politiche che obblighino i produttori a rendere i prodotti poco attraenti per i giovani al fine di scoraggiarne l’utilizzo.

Giorgia Andretti

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