Sigarette elettroniche sono dannose per i giovani

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Sigarette elettroniche sono dannose per i giovani

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Sigarette elettroniche ai giovani? Meglio di no. Anzi, dovrebbero essere proibite dai governi, secondo il Consiglio Australiano su fumo e salute, che ha effettuato l’analisi più ampia finora realizzata sui danni del vaping. La raccomandazione si basa sulla ricerca condotta dal Centro di Epidemiologia e Salute della Popolazione dell’Università Nazionale Australiana, che presenta prove conclusive secondo cui le e-sigarette causano dipendenza, avvelenamento, ustioni, tossicità e perfino convulsioni.

Tutti i danni per la salute dovuti al vaping

La ricerca, finanziata dal Dipartimento Sanità, mostra anche prove di danni meno gravi sulla salute, ma che comunque è bene non sottovalutare, come irritazione alla gola e nausea. Vi sono inoltre prove evidenti che le e-sigarette aumentano l’assunzione di fumo di tabacco da parte dei non fumatori, mentre vi sono scarse evidenze che le sigarette elettroniche alla nicotina aiutano i fumatori a smettere il fumo classico da tabacco. Proprio il contrario, insomma, dell’obiettivo per cui erano state inventate. L’avvertimento si estende ai prodotti di vaping dai colori vivaci e sapori come bubble gum e zucchero filato, che dichiarano di essere liberi da nicotina. Lo studio ha analizzato evidenze da 189 studi sugli impatti delle e-sigarette sulla salute. Inalandole si assorbono centinaia di sostanze chimiche, alcune della quali è nota la tossicità, mentre molte altre hanno effetti finora sconosciuti. I giovani non fumatori che praticano il vaping hanno una probabilità tripla di cominciare a fumare abitualmente. L’uso di nicotina nei bambini e negli adolescenti può portare a problemi di dipendenza di lungo termine, oltre a difficoltà di concentrazione e di apprendimento.

No alle e-cig anche in Italia

Anche in Italia da più parti di invita a condurre un intervento di sensibilizzazione sui danni delle sigarette elettroniche. L’associazione Altroconsumo, per esempio, di recente ha chiesto l’intervento dell’Antitrust. Dai recenti dati Global youth tobacco survey, istituto superiore di Sanità – ISS – e Ministero della Salute emerge che il 18% dei giovanissimi italiani, dai 13 ai 15 anni, fa uso di e-cig con un aumento del 125% dei piccoli svapatori rispetto al 2014. La percezione di minore pericolosità rispetto alle sigarette tradizionali, unita ad aggressive politiche di marketing, ha creato un cocktail molto pericoloso. I giovanissimi percepiscono l’e-cig come un prodotto cool e alla moda, grazie a un design ricercato e a una pluralità di aromi per tutti i gusti, da mojito e pina colada a fragola e caramello. E anche nel nostro paese si conferma che, se un tempo venivano percepite come un mezzo per smettere di fumare, oggi sono un potenziale primo passo che porterà i giovani a essere fumatori delle sigarette tradizionali.

La normativa delle e-cig  è chiara

La vendita di liquidi con nicotina ai minori non è legale e sono vietati i messaggi pubblicitari che promuovono sigarette elettroniche e liquidi. A questo scenario va ad aggiungersi la posizione dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità che – nel rapporto Epidemia globale di tabacco 2019 pubblicato – afferma che le e-cig sono senza dubbio dannose e quindi dovrebbero essere soggette a regolamentazione. L’OMS conferma che questi prodotti possono rappresentare una porta di ingresso verso il fumo convenzionale o portare ad una rinormalizzazione del fumo nella società. Secondo l’OMS, quindi, i vari Paesi dovrebbero applicare il divieto di pubblicità, di aromatizzazione dei prodotti e l’introduzione di politiche che obblighino i produttori a rendere i prodotti poco attraenti per i giovani al fine di scoraggiarne l’utilizzo.

Giorgia Andretti

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