Adolescenti bulli contro docenti: la sconfitta definitiva

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Adolescenti bulli contro docenti: la sconfitta definitiva

Bullismo
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Abituarsi alla violenza e alle vessazioni è impossibile: non ci si riesce ad abituare quando si assiste alla televisione o sul web all’ennesimo episodio di bullismo perpetrato, a scuola, in palestra, nelle vie del quartiere, dal solito gruppetto ai danni di un coetaneo più debole. La rabbia, il senso di ingiustizia e di impotenza sono forti, così come il pensiero – … se fosse figlio mio…! Quando però la vittima è un insegnante, ai sentimenti negativi si aggiunge anche la percezione di una sconfitta totale da parte della società: perché una nuova generazione che non ha rispetto verso un docente, dimostra di non avere alcuna paura di punizioni, di infischiarsene delle conseguenze da parte del preside e di sapere che la famiglia sarà del tutto impotente. Insomma, nessuna regola, nessun limite, nessun rispetto: quale futuro ci attenderà?

 

La sicurezza di farla franca

Il fatto è purtroppo noto a tutti. Uno studente di un istituto superiore toscano, si parla di Toscana, la culla del Rinascimento e della civiltà moderna, pretendendo una sufficienza in una verifica evidentemente disastrosa, punta il dito indice all’insegnante, ripetendo più volte – Chi domanda qui? Chi domanda qui? – e ancora – Inginocchiati. I compagni ridono, qualcuno filma e il video finisce in rete. Ma non è finita: un altro video mostra un ragazzo che finge di dare una testata all’insegnante dopo aver indossato un casco da moto. Rabbia e tanta pena per il docente: un uomo ormai avanti con l’età, incapace di reagire alla prepotenza di un ragazzino più piccolo ed esile di lui, ma con la forza della prepotenza, dell’arroganza e della sicurezza di farla franca, esattamente quello di cui sono convinto i bulli. Il problema, purtroppo, sta proprio qui: il preside ha parlato di punizione esemplare, ma chi vivrà vedrà. Vedrà se davvero il ragazzo sarà sospeso o perderà l’anno oppure tutto si risolverà in una bolla di sapone. Al momento, il fatto grave è che un ragazzo che si comporta così significa che ha già superato ogni limite e non gli importa nulla delle conseguenze.

Riappropriamoci del nostro ruolo

Tra le maree di commenti che sono stati fatti, c’è stato anche quello di chi ha commentato negativamente l’insegnante, ovvero la sua incapacità di applicare la disciplina. Il problema, invece, è alla base dell’educazione, ovvero quello della totale anarchia da parte dei ragazzi fin dalla scuola primaria. I disobbedienti, lo sappiamo, ci sono sempre stati: quelli che quando c’era la supplente più giovane facevano più caos del solito. Adesso però sono stati superati i limiti. Facciamo un onesto esame di coscienza, noi genitori. Quante volte siamo andati a protestare dall’insegnante per un sette che doveva essere un otto? Quante volte abbiamo detto davanti ai bambini: – quella maestra non capisce niente?  Quanti di noi, davanti a un ragazzino svogliato o troppo vivace ha preferito allungare cento euro a un medico amico di famiglia e compiacente, per avere una diagnosi di dislessia o di iperattività che le insegnanti non avevano mai rilevato? Ogni volta che è stato fatto, è stato inferto un colpo all’autorità scolastica. Che, si badi bene, non è e non deve essere quella dell’insegnanti inutilmente crudele, che bacchettava le mani. Bensì quella dell’adulto superiore per grado, età ed esperienza, che solo per questo va rispettato, così come in futuro dovranno rispettare il datore di lavoro, le forze dell’ordine e soprattutto la compagna di vita. Quindi smettiamo di proteggere a oltranza i figli, al di là di ogni ragionevolezza. Così facendo, al momento possiamo solo accertare il fallimento totale.

 

Giorgia Andretti

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