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Genitori, cosa possiamo fare noi per aiutarci

aiutarsi tra genitori

Tutti noi speriamo che questo sia un anno regolare, con i bambini che riprendono a frequentare la scuola in presenza e, si spera, anche a praticare un po’ di attività fisica in palestre e piscine. Sarà tutto più semplice se si osserveranno i consigli: sottoporsi al vaccino contro il Covid-19, indossare la mascherina e lavarsi con cura le mani. La vita in comunità, come è noto, comporta però anche degli obblighi, gravosi soprattutto per i genitori che lavorano. Lo smart working adottato da sempre più aziende resta un impegno vincolante, perché l’uscita da scuola può coincidere con una call, la consegna urgente di un progetto e altro ancora. In questo caso, la solidarietà con gli altri genitori è essenziale anche per tutelare la sicurezza dei bambini.

Se la scuola è in presenza

Nel caso, da tutti auspicato, che si torni in presenza tutto l’anno, sarà importante organizzarsi per portarli a scuola, andare a prenderli e gestire il pomeriggio in sicurezza con le eventuali attività pomeridiane. Noi suggeriamo di creare piccoli gruppi di tre-quattro bambini, meglio ancora se sono vicini di casa e vanno d’accordo. L’ideale sarebbe poi coinvolgere le famiglie numerose, con molti figli da gestire, o quelle che sono in difficoltà perché, per esempio, non hanno l’auto o uno dei genitori è senza lavoro. Una mamma o un papà possono accompagnare a scuola il piccolo gruppo, un altro genitore li può riprenderli all’uscita dalla scuola nel pomeriggio e controllarli mentre giocano un paio d’ore al parco dopo la scuola. Se è brutto tempo ci si può ritrovare a casa di una famiglia disponibile, per una sana merenda, un po’ di giochi e i compiti per il giorno successivo. L’aiuto reciproco non costa nulla e dà la sicurezza di sapere che i propri bambini sono ben accuditi mentre si lavora. L’importante è collaborare tutti insieme, senza approfittare sempre degli stessi genitori disponibili, ma offrendo la propria disponibilità.

Se si torna in DAD

Nel caso in cui si debba tornare alla didattica a distanza, la collaborazione tra genitori è ancora più necessaria. Molte famiglie, infatti, non disponevano di wi-fi in casa, di un computer adeguato o anche solo dello spazio per permettere al bambino di seguire la lezione in tranquillità. Nel nostro paese ci sono infatti molte famiglie con due o più figli che vivono in bilocali: un problema quando ci si trova a dover stare in casa in silenzio e concentrazione. Perché, allora, non proporre a un compagno di classe di nostro figlio di venire a casa nostra? Condividere la rete non costa nulla con le offerte di oggi. Impariamo dal car sharing. Si può offrire uno spazio più adeguato e silenzioso, che permetta a un alunno meno fortunato di concentrarsi. Questo dovrà avvenire ovviamente nel rispetto di nuove eventuali norme di sicurezza che verranno emesse, ma con le misure di protezione, le finestre aperte, le mani ben pulite e soprattutto l’immunizzazione: con il vaccino i bambini e i ragazzi potranno apprendere in sicurezza.

Sahalima Giovannini


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