Nonni sempre più giovani, ma stiamo loro vicini

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Nonni sempre più giovani, ma stiamo loro vicini

nonni giovani

I nonni di oggi? Guai a chiamarli anziani: secondo una ricerca sono più attivi, più sani e in forza rispetto ai nonni di trent’anni fa, inoltre, hanno anche migliori capacità cognitive. Lo sostiene uno studio condotto presso la Facoltà di Scienze dello Sport e della Salute dell’Università di Jyväskylä, in Finlandia, confrontando le prestazioni fisiche e cognitive delle persone tra i settantacinque e gli ottant’anni con quelle della stessa età negli anni Novanta.

Virtù nascoste dei nonni

Secondo gli studiosi la forza muscolare, la velocità di deambulazione, la velocità di reazione, la fluidità verbale, il ragionamento e la memoria sono oggi significativamente migliori di quanto non fossero nelle persone della stessa età nate qualche generazione prima. Tra i fattori predisponenti a questo cambiamento c’è il fatto che gli anziani oggi praticano una maggiore attività fisica che porta a una migliore velocità di camminata e ad una maggiore forza muscolare. Per l’aumento delle prestazioni cognitive la causa sarebbe da individuare in un maggior grado di istruzione. Si sono infatti verificati cambiamenti favorevoli che includono una migliore alimentazione e igiene, un miglioramento dell’assistenza sanitaria e del sistema scolastico, una migliore accessibilità all’istruzione e un miglioramento della vita lavorativa. I risultati suggeriscono una maggiore aspettativa di vita accompagnata da un aumento del numero di anni vissuti con buone capacità funzionali in età avanzata.

Le persone avanti con l’età vanno protetti dal Covid-19

Quello che, invece, è rimasto uguale è la funzionalità polmonare, nei cui test non sono state osservate differenze rispetto ad alcuni decenni fa. I polmoni dei nonni sono insomma delicati, anche perché, purtroppo, qualcuno di loro mantiene la cattiva abitudine di fumare.  Per questa ragione, anche se possono reagire meglio ad alcune malattie come il Covid-19, il fatto di avere polmoni da persona anziana li espone a un maggiore rischio di complicanze. Tocca quindi ai più giovani, ai figli e ai nipoti, pensare a loro e coccolarli un po’ in questo periodo in cui la risalita dei contagi suggerisce nuovamente prudenza soprattutto per gli over sessantacinque. Dovranno per qualche tempo ridurre i contatti sociali, le cene fuori e le passeggiate saranno più brevi e vicino a casa anche per l’arrivo del buio con il cambio dell’ora legale.

Cosa possiamo fare per loro

Figli e nipoti hanno un ruolo insostituibile nel mantenere i nonni sereni e occupati anche nelle settimane in cui a tutti sarà richiesta una maggiore prudenza , e un po’ di isolamento. Si può fare davvero molto: in mancanza dell’abbraccio e dei baci, nei mesi scorsi lo smartphone e le piattaforme di videochiamate sono stati di aiuto e vanno rivalutati. Chiamiamo i nonni più volte al giorno, al mattino per augurare la buona giornata, al pomeriggio per un rapido resoconto infarcito di aneddoti divertenti, in grado di strappare una risata. E non deve mancare il saluto della buona notte, con la frase che rassicura tanto gli anziani: noi siamo qui, non dimenticarlo e ci saremo sempre. Gli si può fare la spesa lasciandola davanti alla porta, se si teme di contagiarli. Si può fare loro la sorpresa di ordinare un vaso di fiori, un pacco di libri appena usciti o di audiolibri se la vista non è più quella di una volta, o dei Cd della musica preferita. I nonni si sentiranno amati, non sarà solo un modo per far passare il tempo, in attesa di potersi nuovamente rivedere.

Giorgia Andretti

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