

La separazione non è solamente la scelta sentimentale, relazionale e sociale, ma rappresenta per chi la vive, un evento traumatico con importanti ripercussioni sulla salute sia mentale sia fisica. Il divorzio, come conclusione ultima di una storia affettiva, è un evento estremamente doloroso per tutti i membri che compongono il nucleo familiare, porta innanzi tutto alla rottura dell’organizzazione familiare ed affettiva oltre alla perdita di quelle sicurezze, derivanti dalla condivisione della quotidianità.
I segnali qui sotto elencati sono quelli a cui prestare attenzione e che devono funzionare come campanello d’allarme:
Per proteggere il più possibile i bambini da una situazione così stressante quale è quella della separazione coniugale, bisogna per prima cosa tenere conto della loro età. Il bambino fino a 5-6 anni non è in grado di ragionare sulle sue emozioni. Per questo è necessario cercare di non coinvolgerlo, parlargli di quello che sta accadendo in modo sintetico e senza scendere nei particolari, rassicurandolo sull’affetto di entrambi i genitori. Spiegazioni troppo accurate di ciò che accade porterebbero solamente ad un innalzamento del livello di tensione del bambino, che non è in grado di elaborarla mentalmente. Il bambino un po’ più grande, 10 anni, è invece in grado di rimuovere i pensieri sgraditi e le emozioni dolorose. Questo non vuol dire però che debba diventare un’arma impropria nelle mani del genitore alla ricerca di un presunto appoggio, complicità o autorizzazioni da parte del figlio. Occorre sempre aspettare i tempi del bambino. Aspettare che sia lui a fare delle domande per poi rispondere in modo sincero ed autentico. Cosa ancora più importante è indispensabile rassicurare il bambino sull’affetto di entrambi i genitori, laddove la separazione non significa la perdita dei uno dei due, che, anche vivendo in un’altra casa, continuerà sempre ad amarlo.
Rossi Lina
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