

Spesso si evita di iscrivere i propri figli ad un’attività sportiva per evitare che abbiano problemi a scuola, soprattutto se il rendimento lascia a desiderare. Al contrario, lo sport è importante per i bambini perché migliora i risultati a scuola. Gli esperti dell’Istituto per la salute dell’infanzia e dell’adolescenza dell’ospedale Bambino Gesù ritengono che lo sport favorisca un maggior livello di attenzione e un minor assenteismo scolastico. Inoltre, attività sportive adeguate ad età e condizione fisica aiutano bambini e ragazzi a combattere la sedentarietà e rappresentano un valido supporto per contrastare le conseguenze di patologie come asma, cardiopatie congenite, ipertensione arteriosa e disabilità motorie.
L’attività sportiva può essere iniziata presto, valutando ovviamente la maturità fisica ed emotiva di ogni bambino. Gli esperti del Bambino Gesù raccomandano attività differenziate e sport di squadra in base alle fasce d’età. Tra i 6 e gli 8 anni è bene iniziare con attività individuali come il nuoto o la ginnastica; tra gli 8 e i 13 anni si possono praticare sport di squadra come il calcio, il rugby e la pallacanestro e anche discipline che richiedono coordinazione come tennis e judo. Attenzione alla certificazione sportiva richiesta dalla legge sia per l’attività agonistica e non agonistica, certificazione da essere rilasciata solo da specifiche figure professionali.
È normale che i genitori di ragazzi con disabilità o affetti da alcune patologie tendano a scoraggiare l’attività sportiva dei figli per non esporli a possibili rischi. Ma come per i ragazzi sani, tutti i vantaggi derivati dallo sport valgono anche per i ragazzi con disabilità, migliorando la loro qualità di vita. Lo sport, inoltre, rafforza l’autostima e l’autonomia e migliorando la capacità relazionale e l’interazione con i coetanei. L’importante è scegliere lo sport più adatto ed effettuare sempre una valutazione cardiovascolare. L’esercizio fisico adatto è di tipo aerobico come bicicletta, corsa, pattinaggio, danza e giochi di squadra come calcio, basket, pallavolo, hockey. Il nuoto va bene anche in caso di asma bronchiale: con alcune accortezze, esempio intervalli di recupero in caso di esercizi ad alta intensità, l’attività fisica migliora i sintomi, riduce l’utilizzo dei farmaci e il numero dei ricoveri in ospedale.
Una frequente preoccupazione delle famiglie riguardo all’attività sportiva praticata dai figli è la possibilità di conciliarla con gli studi e con buoni rendimenti scolastici. Gli esperti del Bambino Gesù garantiscono che non solo lo sport non rappresenta un ostacolo al percorso scolastico, ma contribuisce a supportarlo. Aiuta lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei giovani e favorisce un maggior livello di attenzione e un minore assenteismo a livello scolastico. I giovani atleti hanno anche in genere una maggiore autostima rispetto ai coetanei sedentari. Alcuni studi dimostrano addirittura un miglioramento del rendimento scolastico in relazione all’aumento dell’attività sportiva.
Lina Rossi
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