Ustioni: il rischio aumenta nel fine settimana, come difendere i bambini

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Ustioni: il rischio aumenta nel fine settimana, come difendere i bambini

Tra gli incidenti domestici, quelli che fanno più paura ai genitori sono le ustioni: ustioni da contatto con la corrente elettrica, con i liquidi in ebollizione e anche con l’acqua calda della doccia. Sapere quando i bambini corrono di più questi rischi può aiutare a essere maggiormente attenti e vigili proprio in quelle circostanze. Secondo un gruppo di ricercatori inglesi del Frenchay Hospital di Bristol, in uno studio pubblicato sulla rivista Burns, il rischio di scottature o ustioni per i bambini in casa aumenta nei week end e soprattutto alla sera in concomitanza con la preparazione della cena.

Ci si ustiona di più all’ora di cena
Gli esperti hanno studiato 1480 casi di ustioni in età pediatrica, analizzandoli per giorni della settimana, fasce orarie, stagione e periodo dell’anno: è emerso che le ustioni di bambini e ragazzi si verificano più di frequente nel fine settimana e che sono concentrate soprattutto nelle ore precedenti l’ora di cena, quando presumibilmente gli adulti sono ai fornelli a cucinare. Le ustioni più serie, estese per oltre il 10% della superficie corporea, si verificano in gran parte dopo le 19. Per quanto riguarda i periodi in cui si verificano più spesso le ustioni, gli esperti non hanno riscontrato differenze nella frequenza delle ustioni tra i diversi mesi e stagioni dell’anno e tra periodi di vacanza e non. Le ustioni sono un frequente motivo di accesso di bambini e ragazzi ai pronto soccorso; in Inghilterra si contano oltre 5000 casi l’anno tra bambini e ragazzi under-16 che richiedono accesso alle strutture sanitarie per scottature. Lo stesso avviene in Italia, dove alcuni ospedali pediatrici, in primis il Gaslini di Genova, hanno attivato la realizzazione di una rete pediatrica dei Pronto Soccorso degli ospedali pediatrici per la sorveglianza degli incidenti. Secondo gli esperti del nosocomio ligure, sulla scorta dei dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia ogni anno accedono al pronto soccorso per incidente o violenza oltre 1,1 milioni di bambini, di cui il 31% per un incidente domestico. Le ustioni rappresentano la causa più frequente di ricovero da pronto soccorso per i piccolissimi.

Mettere in atto misure di sicurezza
Capire quali sono i momenti più pericolosi della giornata e della settimana può aiutare non solo i genitori a correggere comportamenti a rischio, ma può essere utile anche in fase di programmazione dei servizi sanitari di emergenza in base al flusso di utenza nelle diverse ore del giorno e nei diversi giorni della settimana. È comunque importante mettere in atto una serie di strategie per evitare che l’evento infausto si verifichi. Per esempio, è sufficiente l’intervento di un elettricista per mettere in sicurezza le prese elettriche ed eliminare i fili scoperti, in modo che la corrente elettrica non possa entrare in contatto con il bambino, nemmeno se questi vi infila il dito. Porre padelle e pentole nei fornelli più interni, con il manico verso il muro, evitare che il bambino possa arrivare a toccarle e a rovesciarsele addosso, con altissimo rischio di ustioni. Attenzione anche all’acqua bollente dei rubinetti, che può arrivare anche a sessanta gradi. La sorveglianza dei genitori, assieme alla corretta educazione mirata a far comprendere al bambino i rischi che si possono correre, vanno di pari passo con le prime regole del pronto soccorso. Un’ustione va sempre e comunque raffreddata con acqua fredda, riduce l’arrossamento e il gonfiore, diminuisce l’estensione del danno e allevia il dolore. Ecco quindi cosa fare:

•Se la lesione è poco estesa ovvero è di primo grado: lavare le proprie mani e versare sulla zona colpita, immediatamente dopo l’ustione, acqua fredda;

•Se l’area colpita è estesa con ustione di primo o secondo grado, dopo aver lavato con acqua applicare garze impregnate di sostanze grasse. La medicazione deve essere cambiata ogni giorno;

•Se l’area è molto estesa occorre andare al Pronto Soccorso per valutare la terapia adeguata.

Lina Rossi

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