

Gli esperti non si stancano di ripetere: gli infortuni più drammatici avvengono tra le pareti domestiche, il salvavita per eccellenza è la prevenzione, non può e non deve essere considerata un semplice accessorio
Como: la recente notizia del bambino di un anno e mezzo che ha perso la vita, a causa di una ferita alla gola provocata da una scheggia di vetro, è solo l’ultimo tragico avvenimento che vede protagonista un bambino all’interno della casa. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, il bambino stava giocando con la mamma in salotto quando è scivolato dalla seggiola, dove era seduto, finendo contro una vetrinetta. Purtroppo una scheggia di vetro si è conficcata nella carotide causando un’ingente perdita di sangue molto sangue. A nulla è valso il pronto intervento del 118.
Le stime della SIPPS
La casa, per antonomasia, dovrebbe essere il luogo più sicuro per l’intera famiglia, ma il condizionale è d’obbligo se è vero quanto denunciato di recente dalla Società Italiana di Pediatria Sociale, SIPPS, secondo cui gli incidenti domestici rappresentano ormai la prima causa di decesso e di invalidità tra i bambini e tra gli adolescenti. Sulla base dei dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 3,3 milioni gli incidenti domestici denunciati ogni anno mettendo così in pericolo la salute delle persone. I bambini, gli anziani e le donne sono la categoria maggiormente a rischio. Una vera e propria “epidemia silenziosa’” minaccia i più piccoli, troppo spesso sottovalutata dagli adulti. Per il prof. Giuseppe Di Mauro, presidente della SIPPS, è compito dei pediatri educare i genitori alla prevenzione ed alla gestione degli incidenti domestici. La responsabilità degli incidenti è quasi sempre imputata all’incuria, anche se inconsapevole, oppure è conseguenza di poca informazione, o ancora sarebbe dovuta allo stress all’interno del nucleo familiare. La maggior parte degli incidenti potrebbe essere evitata.
Come prevenire e ridurre i rischi
Tra gli accorgimenti più comuni per evitare gli incidenti domestici, i pediatri suggeriscono:
I prodotti chimici per le pulizie, i medicinali e gli insetticidi devono essere chiusi in luoghi inaccessibili ai bambini e, soprattutto, non travasare mai questi prodotti in bottiglie inappropriate, come quelle dell’acqua minerale o dell’aranciata. Una raccomandazione importante è quella di tenere sempre in modo facilmente raggiungibile i numeri utili delle Emergenze: il 118, il numero del Pediatra di Famiglia e del Centro Antiveleni più vicino.
Una guida antipanico
I pericoli in casa sono ovunque ma i bambini ne sono inconsapevoli, l’Editrice Giunti ha di recente pubblicato un libro, una guida antipanico per genitori Aiuto, mio figlio ha ingoiato un bottone (pp.304, € 8,08) curato da Lara Zibners, specializzata in pediatria d’urgenza. L’autrice spiega quali sono i rischi più gravi, cosa fare se il piccolo ingoia della candeggina, se cade dal letto e tant’altro, ma offre anche utili consigli su come affrontare il panico per evitare di perdere tempo prezioso. Passando in rassegna i timori e le angosce più comuni, questo libro si propone come una guida pratica, divertente e ricca di informazioni, aiutando i genitori a non andare nel panico, capire come comportarsi e come intervenire di fronte alle situazioni di pericolo in cui si può trovare il loro bambino.
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Marina Zenobio