Difendiamo di bambini dalle ustioni, l’ISS ammonisce: più prevenzione

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Difendiamo di bambini dalle ustioni, l’ISS ammonisce: più prevenzione

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La causa più frequente di incidenti domestici nei bambini piccoli è il contatto con il fuoco, il calore, l’elettricità: in poche parole, i piccoli sono a rischio di ustioni. Il rischio che possano procurarsi scottature aumenta dall’anno in poi, quando i bimbi iniziano a muoversi autonomamente per la casa, sono attratti dalle novità e vogliono mettere le mani dappertutto. Tenerli d’occhio è importante, ma osservarli continuamente non è possibile. E, proprio perché un attimo di distrazione può sempre capitare, è importante pensare alla prevenzione, adottando una serie di misure di sicurezza in casa verso qualsiasi fonte di calore e di elettricità.

Troppe ustioni negli ambienti domestici
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto superiore di sanità – ISS, in Italia, sono circa 400 ogni anno le morti provocate da ustione, di cui oltre il 70% in ambito domestico. E se la casa è il luogo più frequente degli incidenti è perchè i bambini, soprattutto dalla nascita fino ai 4 anni, vi trascorrono più tempo, e le acquisizioni motorie precedono la capacità di riconoscere ed evitare le potenziali situazioni a rischio. I dati raccolti dall’ISS dalle Schede di dimissione ospedaliera tra il 2005 e 2009 lo confermano: il 71% dei ricoveri per ustione in età pediatrica riguarda bambini di età inferiore a 4 anni. Gli incidenti avvengono il più delle volte dal contatto con acqua bollente – 25%, alimenti e bevande calde – 18%, oggetti roventi come forni, fornelletti e ferri da stiro – 11%, apparecchi da riscaldamento – 5%, olio da cucina bollente e fiamme libere – 4%. Sulla scorta di questi dati l’ISS ha avviato il progetto pilota: Prevenzione degli incidenti da ustione in età scolastica – PRIUS, finanziato dal Ministero della Salute, per migliorare la conoscenza dei rischi di ustione ed elaborare un percorso didattico ad hoc finalizzato alla prevenzione. A tal fine è stato realizzato un kit didattico-informativo, che verrà sperimentato nelle scuole con i bambini di 4 e 7 anni tra insegnanti e genitori. Per la precisione saranno coinvolte otto scuole e altrettanti Centri Grandi Ustioni a Torino, Milano, Padova, Verona, Roma, Napoli, Brindisi e Palermo. Sarà anche possibile seguire lezioni interattive sui fattori di rischio ed i comportamenti da evitare per prevenire le ustioni.

La sicurezza in casa
È importante, comunque, adottare una serie di semplici, ma essenziali misure di sicurezza in casa.

•I fornelli, per esempio, devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza che fermi l’erogazione del gas se la fiamma viene spenta. Il piano di cottura deve essere ampio e stabile, in modo che le pentole non si rovescino anche se il piccolo dovesse urtare il piano cottura. Tegami e pentole vanno appoggiati sui fornelli più interni, con i manici rivolti verso il muro. Nei negozi di elettrodomestici e in quelli di articoli per bambini, inoltre, sono in vendita apposite barriere di protezione che impediscono alle pentole più esterne di rovesciarsi.
•Per quanto riguarda il forno, quelli moderni sono predisposti per essere installati in alto. Se però si ha già un forno collocato in basso, è essenziale chiuderlo sempre molto bene e non accenderlo quando il bimbo è vicino. E non accendere il grill, che si usa a sportello aperto.
•L’impianto elettrico va fatto controllare prima della nascita del bambino. Devono essere fatti installare una presa a terra, cioè nelle fondamenta della casa e un salvavita un dispositivo che interrompe l’erogazione dell’energia elettrica in caso di corto circuito. Un’attenzione costante va poi riservata allo stato di fili elettrici e prese della corrente. Queste ultime devono sempre essere protette dagli appositi copripresa smussati, per evitare che il bambino infili le dita o qualche oggetto e prenda la scossa. I fili devono sempre essere coperti perché il piccolo non inciampi mentre cammina.
•Attenzione, infine, all’acqua: i piccoli amano molto giocare con l’acqua che però, quando è troppo calda, rischia di scottarli. È il caso allora di chiamare un tecnico e farvi regolare la temperatura dell’acqua in modo che non superi i 45 gradi. In ogni caso è meglio che il bambino non venga mai lasciato in bagno da solo.

Come intervenire in caso di ustione
Nel caso, in cui un bambino si sia procurato un’ustione, è necessario valutare attentamente di che tipo di ustione si tratta per decidere il da farsi. Per tentare di bloccare l’agente ustionante, è necessario raffreddare la cute, cosa che fa anche diminuire il dolore. È possibile immergere la parte danneggiata in una bacinella di acqua fredda, oppure versarvi sopra acqua fresca, mai se l’agente ustionante è l’elettricità ed è ancora nelle immediate vicinanze. L’ideale sarebbe farvi scorrere l’acqua per almeno dieci minuti. Il semplice raffreddamento è spesso sufficiente per le ustioni meno serie. Se la cute è arrossata o sono presenti vescicole, ma la zona interessata è piccola e non coinvolge il volto o la regione genitale, è possibile applicare localmente una pomata di automedicazione o una garza antiaderente suggerita dal farmacista. Nel caso si tratti di bambini, è bene eventualmente chiedere comunque il parere del pediatra. La pomata o le garze sono a base di sostanza anestetica, acido ialuronico, cortisonici. La pomata va applicata con mani ben pulite in un velo uniforme, due volte al giorno per uno-tre giorni; la garza può essere applicata una volta al giorno. Sempre per un paio di giorni, nel caso in cui il dolore sia piuttosto intenso e la zona appaia arrossata, solo dietro consiglio del medico si può assumere un farmaco a base di chetoprofene, ibuprofene, paracetamolo. Le ustioni di secondo grado, più profonde e quelle di terzo di dimensioni limitate vanno sciacquate a lungo con acqua corrente. È però necessario chiedere sempre il parere del medico.

Lina Rossi

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