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Quando il bambino non dorme

Ritualità, contatto, monotonia e buone abitudini fin dai primi mesi. Ecco le dieci regole della Federazione Italiana dei Pediatri da seguire se il bambino non dorme.

Difficoltà di addormentamento, risvegli frequenti, richiami ai genitori per essere coccolati. Secondo le stime dei medici dei bambini, l’addormentamento è difficoltoso per 3 bimbi su 10. Lo ha annunciato Michele Fiore, coordinatore nazionale del V Congresso della Fimp – Federazione italiana medici pediatri, in occasione del congresso nazionale in corso a Torino. Eppure il sonno è importante, per la salute e per la crescita. Dormendo infatti matura il sistema immunitario e quello nervoso, migliorano i processi neurologici che sono alla base della memoria e dell’apprendimento. Per evitare le notti bianche, secondo i pediatri Fimp basta seguire alcune regole d’oro. Ecco il decalogo del ‘buon sonno’:

1) Il ‘buon sonno’ si costruisce nei primi mesi di vita. Il genitore, nelle primissime ore della vita del proprio figlio, deve comprendere ed adattarsi ai suoi ritmi, capire come e quando questi vanno modificati o rispettati. Il pediatra deve aiutare il genitore a conoscere l’organizzazione del sonno del bambino;

2) Il ritmo sonno-veglia si acquista con il passare dei mesi, i genitori devono saper attendere e rispondere ai bisogni del proprio bambino con serenità e fiducia;

3) Costruite con il bambino un percorso rituale che preceda l’addormentamento: una canzoncina, una fiaba, ma anche la scelta del pigiama o di un peluche da portare nel letto. Sono tutti rituali tranquillizzanti;

4) E’ importante far addormentare il bambino nella sua stanza e nel suo letto. Evitare di farlo addormentare in braccio o in altri luoghi, associare il suo letto con il sonno. Altrimenti, quando si sveglierà, il bambino si troverà in un posto che non riconosce e vorrà ritornare tra le braccia del genitore per riaddormentarsi. Evitare di giocare la notte con il bambino. Evitare di far bere latte, bevande o tisane) prima e durante il sonno. Se ha sete, è sufficiente poca acqua fresca senza zucchero;

5) I risvegli notturni sono la rappresentazione di una difficoltà, sono quindi dei meccanismi inconsci di difesa. Un esempio è il cambiare posizione spesso durante il sonno. I genitori devono controllare e riflettere se non ci sia qualche fattore che turba il bambino anche durante le ore di veglia.

6) Quando il bambino piange, rassicuratelo ponendo una mano sulla sua spalla, controllate eventuali ‘necessità’: fame, sete, cambio di pannolino. Evitate di accendere le luci e parlate con il tono della voce basso. Cercate di resistere per qualche istante, senza correre nella sua stanza appena piange. A volte, infatti, i piccoli si calmano da soli.

7) L’ambiente dove dorme il bambino deve essere tranquillo, il più silenzioso possibile e poco illuminato con una temperatura confortevole: intorno a 20° C va più che bene;

8) Il bambino deve dormire a pancia in su;

9) I genitori non dovrebbero fumare in casa: il fumo passivo è dannoso ed è anche importante evitare di coprirlo troppo. Questi accorgimenti sono importanti per prevenire la Sids , Sindrome della Morte in Culla;

10) Non usare farmaci o rimedi naturali per indurre il sonno, spesso non risolvono il problema e possono dare un effetto paradosso: eccitare invece di calmare. Vanno usati solo sotto controllo medico, a volte sono indispensabili, per correggere cattive abitudini.

 

dott.ssa Rosalba Trabalzini

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