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La paura del buio

Molti bambini vivono con ansia e timore il momento di andare a dormire: vediamo come possiamo aiutarli

Una delle paure più diffuse nei bambini è sicuramente quella del buio. Verso i due anni, infatti, il piccolo comincia spesso a manifestare timori e ansie quando arriva il momento di andare a dormire. E il problema può durare per diversi anni: ogni bambino ha infatti i tempi di crescita personali e non paragonabili. Arrivare a capire che dal buio non c’è nulla da temere è strettamente legato alla capacità di distinguere il piano della realtà da quello della fantasia.

Perché la notte fa spavento?
La paura del buio è un’esperienza comune a tutti i bambini appena sono abbastanza grandi da elaborare fantasie. Il piccolo nella notte non si sente protetto dall’amore dei genitori e si chiede chi lo proteggerà dalle “spaventose” visioni notturne. Il rumore di un mobile vecchio o un’ombra strana proiettata sul soffitto si trasformano così in mostri minacciosi, in creature spaventose da cui scappare. Non solo, se di giorno il piccolo vede, magari in televisione, immagini paurose o ascolta storie di fantasmi e lupi, di notte queste stesse storie torneranno a spaventarlo.

La paure non sono tutte uguali
Intorno ai due anni il bambino inizia a crescere e a fare le sue prime esperienze in autonomia: parla, cammina e in ogni momento del giorno fa una scoperta diversa. E’normale che quando arriva l’ora di andare a dormire il bambino la interpreti come il momento del distacco dalla mamma e dal rassicurante mondo diurno fatto di coccole e giochi. I piccoli infatti non si sentono più protetti ed iniziano a creare nella loro fantasia mostri e altre presenze minacciose. Sempre a questa età iniziano i brutti sogni che spesso svegliano nel cuore della notte il bambino. Sicuramente svegliarsi all’improvviso al buio provoca nel piccolo ancora più paura e ansia, perché difficilmente a quest’età riuscirà a comprendere che quelle immagini spaventose sono solo pure fantasie.
Qualcosa di diverso invece dall’incubo, ma che può comparire nel bambino soprattutto se ci sono stati altri casi in famiglia, è il cosiddetto pavor nocturnus. Si tratta di una crisi di terrore notturna per cui il piccolo inizia ad urlare sempre con lo stesso tono, ad avere il respiro affannoso e talvolta gli occhi aperti e il viso stravolto. Il bambino quando ne viene colto in realtà sta dormendo e il giorno dopo non si ricorda più nulla. A essere più spaventati, in questo caso, sono sicuramente i genitori.

Come devono comportarsi mamma e papà
Per superare la paura del buio il bambino ha bisogno della comprensione e del sostegno di mamma e papà. Innanzitutto occorre tener presente che la paura del buio non rappresenta un banale capriccio, ma è un sentimento vero e profondo dal quale il bambino ha bisogno di essere rassicurato. Bisogna capire con chiarezza quali sono le paure di vostro figlio, facendovi spiegare nei dettagli cosa lo spaventa. Al bambino va offerta tutta la rassicurazione di cui ha bisogno, allo scopo di fargli comprendere che quello che ha sognato o ha “pensato” di vedere nella notte è solo frutto della fantasia e non un’immagine reale. Non si deve mai essere troppo rigidi, anzi, è fondamentale un atteggiamento il più possibile comprensivo. Più il genitore si mostra sicuro di sé, più il bambino riuscirà ad elaborare la sua paura e a scacciare dalla sua mente quelli che vede come mostri cattivi.

Alcuni preziosi consigli pratici
Ad un comportamento comprensivo e accogliente potete poi essere affiancate semplici azione di prevenzione e di rassicurazione. Vediamole insieme:

  • Tenete accesa durante la notte una luce bassa tipo quelle notturne (ne sono disponibili in commercio di vari tipi). In alternativa potete lasciare una luce accesa esterna alla camera in modo che la rischiari debolmente.
  • Create un rituale della buonanotte da riproporre ogni sera per rassicurare il bambino con piccoli gesti di premura, affetto e pazienza.
  • Fate dei disegni da colorare insieme per esorcizzare le paure e rendere i mostri cattivi immaginati dal bambino un innocuo gioco da fare insieme.
  • Restate accanto al piccolo fino a che non chiude gli occhi e solo dopo spegnere la luce.
  • Parlate a vostro figlio del brutto sogno che ha fatto di notte, ma solo il mattino successivo, quando sarà rassicurato dalla luce del giorno.
  • Evitate, nelle ore che precedono il sonno, nel caso soprattutto di bambini facilmente impressionabili, programmi televisivi che possono turbarlo o anche semplicemente storie che possono far paura prima di addormentarsi.
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    Sara Ferrari

     

    Ha collaborato:
    Dott.ssa Rosalba Trabalzini
    Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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