Se nella dieta dei bambini aggiungiamo sale ne assumeranno fin troppo

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Se nella dieta dei bambini aggiungiamo sale ne assumeranno fin troppo

Patatine e hamburger, ma anche salumi e insalata. I nostri figli assumono troppo sale con la normale alimentazione. Questa abitudine sbagliata al momento non crea in loro grossi pericoli, ma li abitua a gusti troppi sapidi e quindi a non sapere rinunciare a quel pizzico di sale in più. Viene così attivato un circolo vizioso: si abitua una persona a preferire alimenti sempre più saporiti. Purtroppo, i danni si fanno vedere negli anni, quando aumenta il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari, o anche prima, quando le giovani donne avvertono gonfiore e sono più facilmente soggette a cellulite. È quindi importante iniziare a controllare il sale fin dai primi anni di vita: la salute ha tutto da guadagnarci.

Il sale nascosto nella dieta dei bambini
I bambini italiani assumono quantità eccessive di sale. L’avvertimento arriva dalla Società Italiana di Pediatria, confermato anche da una indagine condotta dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi su oltre 4.200 bambini tra gli 8 e i 18 anni: i ragazzi di questa età consumano mediamente oltre 2.200 mg al giorno di sodio. Troppo, secondo gli esperti, con il rischio di gettare le basi per la comparsa di ipertensione e obesità nei giovanissimi. Le abitudini alimentari scorrette assunte da piccoli permangono anche in età adulta ed è molto difficile rimediare. Secondo il dottor Gian Vincenzo Zuccotti, direttore dell’Unita’ Operativa di Pediatria dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, il consumo eccessivo di sale da cucina, anche nei bambini e negli adolescenti è associato ad una aumento della pressione arteriosa. Per limitare questo rischio, è importante introdurre nella dieta dei giovanissimi molta frutta e verdura oltre che cibi a basso contenuto di grassi saturi. Un bel problema, oggi, visto che i ragazzi amano molto il trash food, gli snack calorici e ricchi di sale, ma anche i dolci preconfezionati dove il sodio è presente. Inoltre, a tavola, i bambini e i ragazzi consumano gli stessi piatti dei genitori, troppo ricchi di sale perfino per gli adulti.

Buone abitudini fin dai primi anni
È quindi importante abituare i bambini a mangiare meno sapido fin dallo svezzamento, sfruttando soprattutto il fatto che nei primi mesi di vita i bambini non amano i sapori troppo intensi, ma preferiscono i gusti dolci e delicati. Sono infatti abituati al latte materno. Nello svezzamento, allora, non aggiungiamo alle pappe il sale, le verdure del brodo vegetale ne contengono a sufficienza, inoltre in questo modo possono apprezzare il sapore naturale della carne, del pesce e delle uova. Questi cibi, non dimentichiamolo, contengono già sodio: un uovo, per esempio, ne contiene circa 70 milligrammi. Anche il sedano, le carote, gli spinaci ne contengono discrete quantità. Per non parlare degli alimenti come i latticini: i formaggini per l’infanzia, i formaggi da grattugiare che si aggiungono alle pappe, i primi formaggi freschi sono fonti di sodio che deve essere stemperato in una pappa tendenzialmente insipida, perché proposti da soli, quando il bambino è molto piccolo, lo abitua già a gusti molto intensi. Lo stesso vale per il prosciutto cotto e ancora di più per il crudo, quest’ultimo deve essere fatto assaggiare dopo i tre anni di vita e proposto raramente. Le buone abitudini vanno mantenute nel tempo, cercando di rispettare la necessità di un bambino di consumare meno sodio possibile, almeno fino ai dieci anni di età. La famiglia può preparare sicuramente un piatto-base identico, cosa oltretutto molto educativa, aggiungendo però una modesta quantità di sale. Ciascuno si regolerà di conseguenza: anche mamma e papà devono tenere però conto che il sodio va limitato il più possibile. Occhio anche a pizza, patatine fritte, minestroni in scatola, prodotti affumicati e conservati, ma anche pane industriale e perfino dolci e merendine. In questi cibi il sodio è veramente troppo. Meglio orientarsi sul consumo di frutta, verdura, carne bianca, pesce cucinati in modo semplice e leggero.

Giorgia Andretti

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