

Le malattie cancerogene rappresentano un’incombenza a livello mondiale con oltre 14 milioni di nuovi casi diagnosticati all’anno. Secondo il World Cancer Research Fund / American Institute for Cancer Research, circa un terzo delle neoplasie più comuni: mammella, prostata e colon-retto potrebbero essere evitate cambiando stile di vita e abitudini alimentari. Nutrirsi in maniera appropriata fin dall’infanzia con una dieta equilibrata e diversificata, ovviamente insieme alla prevenzione del tabacco e alla riduzione dell’assunzione di alcolici, deve essere considerata uno dei più importanti fattori di rischio modificabili nella prevenzione primaria delle neoplasie.
Diverse indagini portate avanti in ogni parte del continente, dall’ Europa agli Stati Uniti, dal Canada alla Nuova Zelanda e Brasile, hanno valutato l’assunzione di cibo individuale e le vendite dei supermercati. Il risultato è che i prodotti alimentari maggiormente venduti, tra il 25% e il 50% hanno subito molteplici lavorazioni a livello industriale ovvero: fisici, biologici e / o chimici, questo perché questa categoria di prodotti sono concepiti per essere microbiologicamente sicuri, altamente appetibili e convenienti. In primo luogo, gli alimenti pre-cotti o elaborati hanno spesso un contenuto più elevato di grassi, soprattutto i saturi, zuccheri e sale aggiunti, oltre a una minore quantità di fibre e vitamine che con le alte temperature possono essere distrutte. Oltre alla composizione nutrizionale dell’alimento, la lavorazione del cibo e in particolare i trattamenti termici producono contaminanti neoformati come ad esempio l’acrilammide, in prodotti come le patatine fritte, i biscotti o il pane a lunga conservazione. Anche alcuni materiali, come i contenitori, a contatto con alimenti possono rilasciare elementi carcinogenetici come il bisfenolo A un altro contaminante sospettato di migrare dagli imballaggi di plastica negli alimenti elaborati. Le proprietà del bisfenolo sono riconosciute come disgregatore endocrino, portando l’Agenzia europea per le sostanze chimiche a giudicarla come un interferente endocrino. Infine, gli alimenti ultra-elaborati contengono additivi alimentari come il nitrito di sodio nella carne lavorata o il biossido di titanio per i quali da tempo si suppone la cancerogenicità.
I pochi studi conosciuti fino ad ora tra cibo ultra-lavorati e malattie era associata a una maggiore incidenza di dislipidemia nei bambini brasiliani e a rischi maggiori di sovrappeso, obesità e ipertensione in uno studio su studenti universitari spagnoli. Lo studio NutriNet-Santé è stato il primo a valutare l’associazione tra il consumo di prodotti alimentari ultra-lavorati e l’incidenza delle neoplasie. Lo studio è iniziato nel 2009 sulla piattaforma Web. I partecipanti sono stati ben 104 980 tra donne e uomini ed hanno risposto a questionari composti da quattro gruppi alimentari basati sull’entità e lo scopo della lavorazione industriale degli alimenti. Gruppi comprendevano pane e focacce confezionati; spuntini confezionati dolci o salati; confetteria e dessert industrializzati; bibite e bevande zuccherate; polpette di carne, pollame e crocchette di pesce oltre ad altri prodotti a base di carne ricostituiti e trasformati con aggiunta di conservanti diversi dal sale, ad esempio i nitriti; spaghetti e zuppe istantanee; piatti pronti surgelati e altri prodotti alimentari costituiti per lo più o interamente da zucchero, oli e grassi e altre sostanze non comunemente utilizzate in preparazioni culinarie come oli idrogenati e amidi. I processi industriali comprendono in particolare l’idrogenazione, l’idrolisi, l’estrusione, lo stampaggio, il rimodellamento e la pre-lavorazione mediante frittura. Agenti aromatici, coloranti, emulsionanti, umettanti, dolcificanti non zuccherini e altri additivi cosmetici vengono spesso aggiunti a questi prodotti per imitare le proprietà sensoriali degli alimenti non lavorati o minimamente lavorati e dei loro preparati culinari o per mascherare le qualità indesiderate del prodotto finale.
Dottoressa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico guidagenitori.it