Alimentazione: L’importanza dello iodio per il corpo, la mente e la crescita

Il nostro menù del giorno 24_06_2015
24 Giugno 2015
Svezzamento: dai 12 ai 36 mesi, il bambino acquisisce la sua autonomia
25 Giugno 2015

Alimentazione: L’importanza dello iodio per il corpo, la mente e la crescita

Condividi sui social

Siamo un paese quasi completamente affacciato sul Mediterraneo, eppure non ingeriamo una quantità adeguata di iodio nella nostra alimentazione, quel prezioso elemento che svolge così tante funzioni utili per il nostro corpo. Infatti, questo minerale è fondamentale per lo sviluppo intellettivo, per la funzionalità nervosa e muscolare e per la salute della tiroide, la ghiandola posta alla base del collo che produce importanti ormoni. L’assunzione insufficiente di iodio nell’alimentazione non riguarda soltanto le popolazioni che vivono in montagna o nelle zone interne della penisola, ma anche chi risiede nelle zone costiere. La carenza di iodio nasce infatti da una convinzione errata e molto comune: che basti respirare aria di mare per assumerlo. Non è così: questo minerale si può acquisire soltanto attraverso l’alimentazione.

Dove si trova lo iodio
Lo iodio in realtà si trova in un numero ristretto di cibi. Quello che ne contiene di più sono i molluschi e i crostacei: un etto ne apporta ben 300 microgrammi, quindi addirittura di più della dose quotidiana che occorre nell’alimentazione, per esempio, di una donna in gravidanza o di un bambino piccolo. Molluschi e crostacei però non sono cibi di consumo quotidiano: non tutti li apprezzano, non sono alimenti del tutto adatti all’alimentazione dei bambini e sono in tanti a soffrirne di allergie. Il pesce contiene iodio, ma in misura minore: 115 mcg per 100 grammi ma ha il vantaggio di poter essere consumato anche tre o quattro volte la settimana. Lo Iodio si trova anche nel latte, nelle uova e nelle patate iodate, anche se in dosi minori. La soluzione migliore consiste quindi nell’utilizzare per la propria alimentazione sale arricchito di iodio, nelle dosi giuste ovviamente perché il sale favorisce l’aumento della pressione arteriosa. Comunque, se sale deve essere, che almeno sia sale arricchito di iodio: è la raccomandazione che arriva dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica – SIEDP – che ha promosso una campagna nazionale, ricca di consigli utili e con simpatiche immagini, per la aumentare la consapevolezza dell’utilità dello iodio nell’alimentazione.

Alimentazione: Consigli per assumerlo meglio
La campagna mira anche a sfatare tante idee sbagliate sul come si deve consumare lo iodio. Per esempio: non tutti sanno che la cottura elimina in parte questa preziosa sostanza. I cibi alla griglia ne perdono il 23% quelli fritti il 20%, la bollitura oltre il 50%. Per mantenere tutti i benefici dello iodio, è quindi opportuno aggiungere il sale iodato soltanto dopo aver cotto il cibo: per esempio, mettendolo su pasta, riso, carni e pesce non appena il piatto è arrivato in tavola. Tutti dovrebbero seguire questi indicazioni, ma in modo particolare le donne in gravidanza e i bambini nei primi anni di vita. Infatti il feto all’interno del pancione e il bambino fino ai dodici anni sono i due organismi in fase più attiva di crescita e il loro sistema nervoso è in piena formazione, così come i muscoli e la tiroide: tutti organi che hanno bisogno dell’adeguato apporto di iodio per svilupparsi nel modo più idoneo. A un neonato servono 40 mcg di iodio, a un bambino di cinque anni ne occorrono 90 e ad un ragazzino di 12 anni 140. La donna in attesa ne dovrebbe assumere addirittura 250 mcg: per lei, se il ginecologo lo ritiene, esistono anche specifici integratori.

Sahalima Giovannini

Registrati o Accedi

Lascia un commento