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Estate tempo di mare, approfittiamo per mangiare pesce

mangiamo più pesce

L’Italia è uno dei paesi con maggiore disponibilità di alimenti marini, eppure, secondo una ricerca dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano condotta da medici pediatri e di famiglia, i bambini italiani mangiano pochissimo pesce. Gli esperti hanno esaminato le abitudini alimentari di 1.400 scolari italiani di età compresa tra 6 e 10 anni. Dalla ricerca emerge che i piccoli consumano soltanto 1,3 porzioni di pesce in media alla settimana, mentre le linee guida della SINU, Società Italiana Nutrizione Umana raccomandano, per i bambini, 2-3 porzioni di pesce alla settimana. Si tratta, evidentemente, di abitudini alimentari errate che derivano anche dal comportamento dei genitori.

Perché è importate consumare pesce come raccomandato dalla SINU

Il pesce non dovrebbe mai mancare nella dieta, a tutte le età, è ricco di proteine di altissimo valore biologico, almeno quanto quelle della carne. Contiene però meno calorie e i grassi, quelli che ci sono, sono del tipo omega tre, ovvero gli acidi grassi che contribuiscono allo sviluppo del sistema nervoso. Per questo motivo sono essenziali nei primi anni di vita. Il pesce apporta minerali importanti come fosforo, iodio, calcio e zinco cooperando a un armonioso sviluppo psico-fisico. Ed ancora, non è nemmeno responsabile di allergie, anzi: indagini recenti hanno dimostrato che, prima il pesce viene introdotto nell’alimentazione di un bambino, minore è il rischio che il piccolo sviluppi reazioni indesiderate verso il pesce stesso e più in generale verso alimenti e altre sostanze.

Quando è bene proporre il pesce al bambino

Quindi, a meno che in famiglia non ci siano casi provati di reazione allergica a questo cibo, è possibile iniziare a introdurre il pesce nell’alimentazione già nello svezzamento tra i sette e gli otto mesi. Si può partire con le varietà più magre: orata e nasello, sono privi di lische e hanno un sapore delicato. Dopo un mese o due si può iniziare con merluzzo e trota dal gusto più spiccato. Il pesce può essere surgelato oppure fresco, ma in questo caso deve essere davvero freschissimo e di provenienza sicura. Va lavato accuratamente, scottato al vapore e proposto al bimbo così com’è, a pezzetti minuti, con un filo di olio extravergine di oliva, oppure mescolato alla pappa. Il pesce può essere proposto inizialmente due volte la settimana. Solo più tardi si può iniziare a provare con il salmone, ricco di sostanze benefiche ma più grasso e ancora più ricco di oemga-3. Tonno, spada, palombo si possono proporre dai due anni in poi, con l’accortezza di scegliere gli esemplari più piccoli, quindi più giovani e meno contaminati da metalli presenti in mare. I suggerimenti alimentari di Zia Vittoria inseriscono spesso il pesce nei menù quotidiani con allegate le ricette per realizzare quanto proposto.

Giorgia Andretti

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