Quando arriva la montata lattea
19 Febbraio 2009
Padri gelosi del “piccolo intruso”
23 Febbraio 2009

Condimenti giusti nel piatto giusto

Condividi sui social

Condimenti giusti nel piatto giusto

Il sale, l’olio, il burro, il formaggio rendono più appetitose le pietanze: sono molti i benefici che

assicurano, ma non bisogna esagerare tenendo in considerazione l’età del bambino.

Il senso del gusto si forma nel bambino già nei nove mesi di

vita intrauterina. E’ proprio in questa fase, dunque, che si definiscono tutti i gusti fondamentali: il dolce, il salato, l’amaro e l’acido.
Sulla lingua

del neonato, infatti, sono già presenti le papille gustative, ossia le piccole prominenze in grado di distinguere i diversi sapori. Alla nascita il

piccolo mostra una preferenza per il gusto dolce: si tratta di un istinto naturale, che lo predispone, fin dalle prime ore di vita, al piacere per il

sapore dolce del latte, che rappresenta il suo nutrimento esclusivo. In sostanza la natura ha predisposto che il bimbo apprezzi l’unico alimento che lo

può nutrire in questa prima fase della vita.
Quando passa alle prime pappe il bambino viene a conoscenza anche degli altri sapori.
Per insaporire le sue

prime pappe e per aumentarne il valore nutrizionale, si possono aggiungere diversi condimenti. Vediamo quali sono i più adatti per loro.

Il formaggio

Il formaggio stagionato grattugiato, tipo parmigiano o grana, è un’ottima fonte di calcio e di proteine, importanti

per la crescita del bambino. Quello stagionato è il più indicato per lo svezzamento, perché è più digeribile, in quanto le proteine vengono frammentate,

risultando già “predigerite”. Ai più piccoli si possono dare anche i formaggini per l’infanzia, altrettanto digeribili, perché hanno un basso contenuto

di grassi saturi, che se consumati in eccesso, possono depositarsi sulla parete delle arterie, rendendole meno elastiche. Inoltre, sono privi di

polifosfati (conservanti) che, per essere smaltiti, sottopongono i reni ad un superlavoro.

L’olio

L’olio più adatto per

l’alimentazione dei bambini è quello extravergine d’oliva, che può essere dato al piccolo fin dall’inizio dello svezzamento, quindi tra il quarto ed il

sesto mese di vita. Dal punto di vita nutrizionale, quest’olio è da preferire agli altri per il tipo di grassi che contiene: è costituito, infatti, in

prevalenza da grassi monoinsaturi (i cosiddetti grassi “buoni”) e, in misura minore, polinsaturi. In commercio esistono anche oli extravergine di oliva

specifici per i più piccoli, integrati con vitamine A, D, E e B6 importanti per una crescita corretta. L’olio dev’essere consumato sempre crudo,

aggiungendolo alla pappa solo al termine della cottura.

Il burro

Il burro può essere introdotto dopo il primo anno di

vita, ma sempre in quantità modeste, in quanto è ricco di grassi di tipo saturo, non indicati nell’alimentazione dei più piccoli.

Il

sale

Nel primo anno di vita del bambino occorre evitare l’apporto di sale aggiuntivo, anche perché il sodio (un componente del sale) è già

presente per natura in molti alimenti, come il pesce, la carne ed il latte, di cui si nutre il piccolo. Un eccesso di sale nell’alimentazione

costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo, nei soggetti predisposti, dell’ipertensione (pressione alta) in età adulta.

Lo

zucchero

Lo stesso vale per lo zucchero; ricordiamo che molti cibi, come la frutta o il latte, sono già dolci per natura, quindi, a questi

alimenti non è il caso di fare ulteriori aggiunte. Oltre a diseducare il gusto del bambino, infatti, lo si esporrebbe maggiormente al rischio di carie,

l’erosione dello smalto dei denti, favorita dalla fermentazione dei residui di zucchero in bocca. Un eccesso di zucchero può, poi, predisporre

all’obesità. Per i più piccoli sono disponibili in commercio bevande (come tè o camomilla) poco o per nulla zuccherate. In ogni caso, se si danno

bevande zuccherate al piccolo, bisogna evitare di offrirgliele col biberon, perché in questo modo lo zucchero rimarrebbe troppo tempo a contatto con i

denti, favorendo maggiormente la carie.

 

Angela Salini

Registrati o Accedi

Lascia un commento