
Il sale, l’olio, il burro, il formaggio rendono più appetitose le pietanze: sono molti i benefici che
assicurano, ma non bisogna esagerare tenendo in considerazione l’età del bambino.
Il senso del gusto si forma nel bambino già nei nove mesi di
vita intrauterina. E’ proprio in questa fase, dunque, che si definiscono tutti i gusti fondamentali: il dolce, il salato, l’amaro e l’acido.
Sulla lingua
del neonato, infatti, sono già presenti le papille gustative, ossia le piccole prominenze in grado di distinguere i diversi sapori. Alla nascita il
piccolo mostra una preferenza per il gusto dolce: si tratta di un istinto naturale, che lo predispone, fin dalle prime ore di vita, al piacere per il
sapore dolce del latte, che rappresenta il suo nutrimento esclusivo. In sostanza la natura ha predisposto che il bimbo apprezzi l’unico alimento che lo
può nutrire in questa prima fase della vita.
Quando passa alle prime pappe il bambino viene a conoscenza anche degli altri sapori.
Per insaporire le sue
prime pappe e per aumentarne il valore nutrizionale, si possono aggiungere diversi condimenti. Vediamo quali sono i più adatti per loro.
Il formaggio
Il formaggio stagionato grattugiato, tipo parmigiano o grana, è un’ottima fonte di calcio e di proteine, importanti
per la crescita del bambino. Quello stagionato è il più indicato per lo svezzamento, perché è più digeribile, in quanto le proteine vengono frammentate,
risultando già “predigerite”. Ai più piccoli si possono dare anche i formaggini per l’infanzia, altrettanto digeribili, perché hanno un basso contenuto
di grassi saturi, che se consumati in eccesso, possono depositarsi sulla parete delle arterie, rendendole meno elastiche. Inoltre, sono privi di
polifosfati (conservanti) che, per essere smaltiti, sottopongono i reni ad un superlavoro.
L’olio
L’olio più adatto per
l’alimentazione dei bambini è quello extravergine d’oliva, che può essere dato al piccolo fin dall’inizio dello svezzamento, quindi tra il quarto ed il
sesto mese di vita. Dal punto di vita nutrizionale, quest’olio è da preferire agli altri per il tipo di grassi che contiene: è costituito, infatti, in
prevalenza da grassi monoinsaturi (i cosiddetti grassi “buoni”) e, in misura minore, polinsaturi. In commercio esistono anche oli extravergine di oliva
specifici per i più piccoli, integrati con vitamine A, D, E e B6 importanti per una crescita corretta. L’olio dev’essere consumato sempre crudo,
aggiungendolo alla pappa solo al termine della cottura.
Il burro
Il burro può essere introdotto dopo il primo anno di
vita, ma sempre in quantità modeste, in quanto è ricco di grassi di tipo saturo, non indicati nell’alimentazione dei più piccoli.
Il
sale
Nel primo anno di vita del bambino occorre evitare l’apporto di sale aggiuntivo, anche perché il sodio (un componente del sale) è già
presente per natura in molti alimenti, come il pesce, la carne ed il latte, di cui si nutre il piccolo. Un eccesso di sale nell’alimentazione
costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo, nei soggetti predisposti, dell’ipertensione (pressione alta) in età adulta.
Lo
zucchero
Lo stesso vale per lo zucchero; ricordiamo che molti cibi, come la frutta o il latte, sono già dolci per natura, quindi, a questi
alimenti non è il caso di fare ulteriori aggiunte. Oltre a diseducare il gusto del bambino, infatti, lo si esporrebbe maggiormente al rischio di carie,
l’erosione dello smalto dei denti, favorita dalla fermentazione dei residui di zucchero in bocca. Un eccesso di zucchero può, poi, predisporre
all’obesità. Per i più piccoli sono disponibili in commercio bevande (come tè o camomilla) poco o per nulla zuccherate. In ogni caso, se si danno
bevande zuccherate al piccolo, bisogna evitare di offrirgliele col biberon, perché in questo modo lo zucchero rimarrebbe troppo tempo a contatto con i
denti, favorendo maggiormente la carie.
Angela Salini