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Bambini capricciosi a tavola, come convincerli

capricci a tavola

Alcuni bambini mangiano senza farsi pregare, altri ad ogni pasto è un piccolo dramma: storcono il naso davanti ai piatti, dicono di non avere fame e così via. Per migliorare questa situazione è bene evitare i trucchi di una volta: correre dietro al bambino per tutta la casa o permettere che mangi mentre gioca con lo smartphone o davanti alla tv. Il pasto deve essere il momento dedicato al piacere del cibo, della condivisione con la famiglia oltre ad essere una insostituibile occasione di educazione al nutrirsi in modo corretto.

l bambini percepiscono lo stress

Il problema dei bambini inappetenti o schizzinosi, quelli che vengono definiti – picky eaters o piluccatori – il momento del pasto è carico di stress. Dover stare seduti a tavola a lungo, davanti a piatti che non stimolano la curiosità, per loro è una piccola tortura dalla quale desiderano sottrarsi al più presto. Quindi correre dietro al bambino, distrarlo, oppure al contrario ricorrere a minacce e piccoli ricatti de tipo: se non mangi vuol dire che non mi vuoi bene, sono sistemi che caricano di negatività questo momento. Non è un problema da poco, visto che è stato affrontato perfino dagli esperti dell’Università del Kentucky, negli Usa, i quali forniscono ai genitori una serie di consigli.

Il pasto deve essere un momento di relax

Prima di tutto è importante rendere piacevole il momento del pasto, proponendo una varietà di piccole porzioni di cibi sani: una polpetta gustosa non importa se di carne o di vegetali, un pezzetto di formaggio, una porzione di verdure cucinate in modo sfizioso, una piccola porzione di pasta con un sugo colorato. Nei menù di Zia Vittoria trovate tante idee su cosa proporre.  cibi dovrebbero essere di facile gestione, il bambino dovrebbe poterli mangiare usando anche solo il cucchiaio, per evitare la fatica di gestire posate più complesse. Mentre il bambino mangia, non va stressato con preghiere e contrattazioni, inducono solo tensione: meno gli si sta addosso, più mangerà volentieri. Inoltre, è importante cucinare lo stesso pasto per tutta la famiglia: è ovvio che il piccolo rifiuterà la fettina con le carote se vede che genitori e fratelli più grandi hanno nel piatto qualcosa di diverso e per lui più saporito. In questo modo, poi, se dovesse essere tentato di chiedere un assaggio del piatto altrui, mangerà lo stesso cibo e si renderà conto che quello che gli è stato proposto va bene per tutti.

Varietà a tavola

Un altro aspetto importante è che oggi, nel nostro paese, nessun bambino rischia la denutrizione, a meno che non abbia problemi come la celiachia o disturbi dell’assorbimento: ma questo è un altro discorso, si tratta di malattie e vanno affrontate con l’aiuto del pediatra. Al limite, è vero il contrario: i bambini italiani sono purtroppo in sovrappeso o addirittura obesi, segno di una non corretta alimentazione. È quindi importante evitare di proporre a tutte le ore merendine dolci e salate con la giustificazione: almeno manga qualcosa, ovviamente stiamo parlando di patatine, pizzette e tutte le bevande zuccherate e/o proposte dalla pubblicità. Sono cibi con pochi nutrienti e troppe calorie, inducono all’obesità e fanno arrivare a tavola del tutto inappetenti. Il bambino deve rispettare le regole della nutrizione: tre pasti principali e due snack come ad esempio un frutto fresco, uno yogurt o una manciata di pop-corn preparata a casa.

La pazienza è indispensabile per educare alla sana alimentazione

A parere degli esperti, infine, è essenziale incoraggiare il bambino a sperimentare nuovi cibi. Sembra che un alimento nuovo richieda per essere apprezzato dal bambino deve essere portato a tavola e quindi proposto da dieci alle quindici volte prima che il piccolo si renda conto della piacevolezza, quindi armiamoci di pazienza e non demordiamo. Quindi andiamo avanti incoraggiando il bambino anche se mangia solo un piccolo boccone. Infine, è bene che durante i pasti gli adulti siano un modello positivo, allontanando smartphone, giornali e qualsiasi fonte di distrazione dal cibo.

Giorgia Andretti


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