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Sentimenti a colori

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E’ il titolo di una nuova collana pensata per aiutare i bambini ad entrare in contatto con le loro emozioni

Cosa c’è nel cuore di ogni bambino? Quali sentimenti ed emozioni prendono su di loro il sopravvento di fronte ad eventi e situazioni che, inevitabilmente fanno parte della loro crescita? Domande a cui cerca di rispondere la casa editrice San Paolo, con Sentimenti a colori, una nuova collana di narrativa per bambini dai 7 anni in su, che guarda nel cuore di ognuno di loro, accostando ad ogni sentimento un colore. Così, se per la rabbia è inequivocabilmente il rosso, il colore dell’invidia non può essere che verde e della paura il grigio, ma c’è anche il rosa-felicità, l’arancio dell’allegria e il giallo della soddisfazione, oltre al viola che rappresenta avidità, l’azzurro-pigrizia, il marrone per la fretta e l’ansia, il blu notte per la generosità. Piccoli, maneggevoli ed economici (€ 4,90 l’uno), i libri di Sentimenti a colori raccontano, appunto, i sentimenti, e quindi le virtù ad essi connesse, nelle situazioni di vita dei bambini d’oggi. Ed ogni volume ha un colore a seconda dell’argomento trattato. I testi sono curati da Annalisa Strada, le illustrazioni da Maria Caprì e le ultime quattro pagine sono dedicate a stimolanti giochi per riflettere. Al momento sono tre i titoli in libreria, (altri due usciranno il prossimo autunno, tre a primavera 2008 e gli ultimi due nell’autunno seguente). Vediamo in dettaglio i primi tre già disponibili.

Come sono contento! (giallo) è la storia di Vespasiano, non proprio contento per il nome che mamma e papà gli hanno dato. Certo è un nome importante, di un antico imperatore romano, ma è pur sempre quello passato alla storia per aver inventato i bagni pubblici. E’ una tortura perché i compagni lo prendono continuamente in giro e non è facile sopportare. Ma con un po’ di coraggio Vespasiano ribalterà la situazione e capirà che la soddisfazione ciascuno se la può prendere quando vuole, la può anche regalare, oppure può averla tra le mani, a volte senza nemmeno accorgersene.

Quanto la invidio! (verde) racconta di Marcella, una bimba che a guardarla ricordava il sole d’estate. Finché il giorno del suo compleanno, lo stesso della sua amica Chiara, accade qualcosa. Nonostante Marcella avesse ricevuto regali molto belli, a Chiara avevano donato una bambola di pezza, proprio quella che Marcella desiderava tanto. L’invidia prende il sopravvento, Marcella stringe i denti e si sente qualcosa che le rosicchia dentro, tra gola e pancia, una sensazione fastidiosa della quale vorrebbe liberarsi, persino pensando di rubare la bambola di Chiara. Per fortuna mamma e papà la convincono che quella brutta sensazione è un mostro abbastanza comune, ma che si può sconfiggere.

E’ mio! Lo voglio! (viola), era la frase preferita di Amelia, ma non avrebbe mai ammesso che per lei niente è mai troppo. Per lei ottenere ciò che voleva era una regola. Era cocciuta Amelia, con una strana fame di accumulo che non riusciva a controllare, nemmeno quando si trattava di cedere al fratellino qualche sasso raccolto sulla spiaggia. Il battibecco tra fratelli esplora nel testo questa brama di accumulo incontrollabile. Ma un giorno arriva in casa una zia un po’ speciale, che offre ai bambini alcuni oggetti saltati fuori durante il suo ultimo trasloco. Mirco sceglie due giocattoli che catturano la sua attenzione, Amelia invece pretende di impossessarsi di interi scatoloni e cerca di stivarli in camera sua senza accorgersi che la stanza sembra già un bazar. La storia finisce con un incrocio di sguardi e di speranza per il cambiamento della protagonista.

In Rete

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Marina Zenobio

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