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Nati l’11 settembre

E’ il titolo di un libro inchiesta che ci svela come hanno vissuto i nostri figli la tragedia delle torri gemelle

Quell’11 settembre del 2001 era impossibile trovare un canale televisivo che trasmettesse qualcosa di diverso dalle immagini delle Torre Gemelle in fiamme, squarciate da aerei civili, pieni di passeggeri, trasformati in armi da guerra. E “quelle cose nere” come le chiamava Antonio, 5 anni appena compiuti, “guarda papà, sono persone che si stanno buttando perché hanno paura di bruciare!”. Massimiliano, 11 anni, quel giorno era tornato dal suo primo giorno di scuola e voleva vedere Dragonball in tv, ma la mamma agitatissima lo allontana dalla tv, lui riesce solo a capire che è successo qualcosa a due gemelle. Ma chi sono queste due gemelle e che cosa le è successo? Simone invece ha 7 anni, e pensa che sarebbe bello se i cartoni animati fossero veri i telegiornali fossero finti, lui vorrebbe che i telegiornali esistessero solo nella televisione e non nella realtà. Antonio, Massimiliano, Simone sono solo tre dei protagonisti di Nati l’11 settembre (pag.144, euro 8,90), il libro scritto dalla giornalista Giovanna Pajetta e pubblicato di recente dalla casa editrice Manifestolibri.

E’ un’inchiesta giornalistica, un viaggio attraverso le paure e le ansie che da quel giorno hanno accompagnato tutti noi. Ma soprattutto i bambini. Cosa hanno pensato allora, a 5 o 6 anni, e cosa dicono oggi i bambini che si sono affacciati sul mondo per vedere l’esplodere del terrorismo e il ritorno della guerra. Cosa abbiamo detto ai nostri figli, cosa hanno risposto gli insegnanti ai mille perché dei loro alunni. Molti bambini che non erano stati protetti dalle immagini, cominciarono ad avere degli incubi, l’avvenimento era troppo forte, aveva smosso livelli emotivi profondi, e ha continuato a vivere nel loro immaginario, nella loro interiorità, nei disegni e nei sogni. Un impatto con la violenza così forte, come ammette Magda Di Renzo, responsabile di uno dei grandi centri di psicoterapia infantile di Roma intervistata da Pajetta, che ha inciso sullo sviluppo emotivo dei bambini. Si struttura così un libro che raccoglie testimonianze di bambini e genitori, interviste a psicologi e sociologi in Italia, a Londra, negli Stati Uniti, per analizzare la potenza di un evento che ha segnato, nell’inconscio collettivo dei bambini, e non solo, una linea di demarcazione tra un prima e un dopo 11 settembre, perché da allora neanche i lupi cattivi sono più quelli di una volta.

In Rete
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Marina Zenobio

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