La psicologa Colette Jacob si domanda se sia una impresa possibile. E prova a dare qualche risposta
E’ ancora un’impresa possibile allevare i figli oggi? Una domanda apparentemente provocatoria ma a cui non si pu fare a meno di riconoscere una legittimit¢, in un panorama sociale in cui sono sempre pi evidenti le testimonianze di un disagio infantile pi o meno rilevante. Per concepire un figlio non sono necessarie particolari abilit¢ ma per farlo crescere sereno, equilibrato e ben inserito nel moderno contesto sociale occorre un impegno che va spesso al di l¢ delle aspettative degli educatori e di coloro che si apprestano a diventare genitori. C’│ chi con la forza della sicurezza e con un po’ di noncuranza decide di improvvisarsi padre o madre seguendo esclusivamente il proprio istinto e chi con “drastico altruismo” si ritira dalla battaglia per non lasciare vittime future sul campo. Ma c’│ anche una terza categoria di adulti, quella che conosce i propri limiti e sa che allevare un figlio significa mettere in gioco innanzitutto se stessi, confrontarsi con il proprio passato e con le proprie convinzioni: sono loro i genitori che, oggi come ieri, accettano la sfida e che domani, probabilmente, potranno dire di averla vinta.
Soltanto attraverso la riflessione e la conoscenza si pu arrivare ad essere coscienti dell’importanza del compito che si │ chiamati a svolgere. E ad offrirci un’occasione di riflessione │, come accade spesso, un libro: si intitola Allevare i figli oggi. Un’impresa ancora possibile? (Edizioni Magi Euro 12,00) ed │ stato scritto da Colette Jacob, psicologa e psicoanalista impegnata professionalmente nei reparti Maternit¢ dove conduce gruppi per i giovani genitori. Un’esperta del settore, quindi, abituata, ma evidentemente mai assuefatta, a raccogliere dimostrazioni sul “campo” della necessit¢ sempre pi impellente di indicare, per quanto possibile, la strada maestra per essere genitori efficaci nella crescita dei propri figli.
Focalizzando la propria attenzione sulla prima e sulla seconda infanzia, l’autrice pone come quattro pietre angolari di una crescita sana ed equilibrata la sicurezza, l’identit¢, i limiti e l’immaginario. Ma │ anche attraverso lo studio e l’analisi dei mutamenti della vita sociale e dei diversi valori trasmessi che si solidifica la stabilit¢ delle fondamenta gi¢ edificate. La societ¢ del passato, maggiormente rivolta a soddisfare esigenze concrete di crescita ha dato origine, forse, ad un processo di maggiore coerenza ed equilibrio rispetto alla societ¢ moderna ma non ha necessariamente garantito delle ottime condizioni educative. Allo stesso modo, afferma l’autrice, “il mondo instabile e compartimentato di oggi non │ necessariamente il girone infernale dell’educazione”. Nella nostra epoca ci si preoccupa dello sviluppo psicologico del bambino in una maniera diversa da quella individuale ed intuitiva, nel rispetto di ci che il piccolo │ e di ci che diverr¢ in futuro. E questa, di certo, │ una conquista dei nostri tempi. Tuttavia, in un presente che propone solitudine ed incertezza crescere un figlio │ probabilmente pi difficoltoso ma, non per questo, l’impegno risulter¢ inevitabilmente di minore efficacia. Dalle “celle d’isolamento” che i moderni nuclei sociali hanno costituito intorno a s← si pu venir fuori ma perch← le certezze restino tali occorre lavorare insieme, tenendo presente che i limiti connessi alle proprie storie familiari cos↓ come alle abitudini sociali ormai inveterate giocano un ruolo di rilievo nell’acquisizione di valori e riferimenti. Attraverso uno studio ed una conoscenza approfondita delle cause che determinano maggior disagio e dei raffronti tra valori ed abitudini presenti e passati il libro ci guida alla scoperta dell’accezione pi significativa del termine “allevare”, nella ricerca di quell’equilibrio e di quella sicurezza che solo un meccanismo di adattamento reciproco pu garantire.
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Paola Ladogana