

Che sia estate o inverno, per prendere il sole o per una nuotata, capita di frequentare la piscina. Secondo i dati Assopiscine, sono oltre 160 mila le strutture pubbliche e private in Italia, concentrate soprattutto nel Lazio, in Lombardia ed in Toscana. Quando ci si immerge il timore è la reazione del cloro, il disinfettante necessario per tenere pulita l’acqua, sulla pelle, soprattutto per quella dei più piccoli. Non è così: la quantità di cloro ammessa è sicura e anzi previene qualsiasi tipo di infezione batterica. Il vero rischio è rappresentato dalle cadute in acqua dei bambini piccoli non abituati all’acquaticità.
Acqua sicura e non aggressiva
Secondo uno studio condotto da esperti in dermatologia dell’dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano, eseguito recentemente su 100 persone dai 14 ai 60 anni, che hanno frequentato abitualmente le piscine almeno due giorni alla settimana per tre mesi, solo il 2% ha avuto un leggero aumento della secchezza cutanea. Il restante 98% ha mantenuto una buona idratazione ed elasticità della pelle. Un dato curioso è l’aver osservato un lieve miglioramento delle macchie cutanee legato al potere sbiancante del cloro. La quantità di cloro prevista nelle piscine come disinfettante, secondo quanto disposto dal Ministero della Salute, non crea alcun danno per il nostro organismo. Solo in casi molto rari, per persone con pelle ipersensibile, ci può essere qualche reazione irritativa. In ogni caso, una doccia di acqua dolce dopo un bagno in piscina è più che sufficiente a evitare irritazioni. Le piccole quantità di cloro presenti nelle acque della piscina, inoltre, possono avere un’azione disinfettante sulla cute prevenendo la formazione di infezioni da batteri, funghi e virus. Il virus delle verruche non si trova mai nelle acque della piscina perché non sopravvivrebbe, ma solo in spogliatoi e docce, dove si sviluppa sui pavimenti umidi. Per evitare contagi, in questo caso, è bene indossare sempre le ciabatte di gomma.
Sono altri i rischi: congestioni e….cadute
Assolta dunque l’acqua delle piscine, è bene tenere presente che ci sono ben altri rischi largamente sottovalutati. in piscina si corre il rischio di una con gestione, esattamente come avviene al mare: la congestione si verifica quando il freddo dell’acqua provoca un blocco del processo digestivo. È quindi bene attendere tutto il tempo necessario prima di immergersi in acqua: anche quattro o cinque ore se il pasto è stato abbondante. Ma il rischio più importante è sicuramente l’annegamento, che nelle piscine, soprattutto in quelle private e quindi non sorvegliate, è un evento di cui si sente purtroppo parlare spesso nei mesi estivi. Negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dai Centers for Disease Control and Prevention, l’annegamento in piscina è la prima causa di decesso per i bambini sotto i 5 anni. In Italia l’incidenza è molto bassa, probabilmente a causa della minore diffusione delle piscine private. In ogni caso è meglio non correre rischi. Se si ha una piscina privata in giardino o anche solo una piccola piscina gonfiabile, la si dovrebbe dotare di una recinzione chiusa a chiave, inaccessibile ai più piccoli oppure apporre coperture galleggianti. Se non si dispone di una recinzione è essenziale sorvegliare il bambino e non lasciarlo avvicinare alla piscina. Andrebbero rimossi giocattoli o galleggianti che potrebbero attirare l’attenzione del bambino e spingerlo a sporgersi per afferrarli. Si dovrebbe inoltre insegnare ai bambini a non correre a piedi nudi sui bordi delle piscine: gli spruzzi d’acqua rendono scivolose le piastrelle, esponendo a rischio di cadute e traumi, anche al capo. Ma ciò che più di tutti è importante … è insegnare, soprattutto ai più piccoli, la tecnica del galleggiamento: i bimbi a sei mesi hanno il riflesso del nuoto naturale, quindi è bene utilizzare questa loro capacità per far sì che sappiano cavarsela sempre quando sono in acqua: mare o piscina che sia. I bambini se abituati all’acquaticità sapranno cavarsela da soli, sono i genitori ad aver paura e a trasmettere le stesse paure ai propri figli.
Sahalima Giovannini