
Niente telefonini al di sotto dei dieci anni di età: lo ribadiscono ancora una volta i pediatri italiani. I rischi non sono tanto legati alla salute fisica che sono ancora da verificare, quanto a quella neurologica e cognitiva. L’utilizzo dei cellulari prima dell’età indicata, in un periodo quindi in cui la crescita è al massimo, potrebbe causare aggressività, perdita di concentrazione e problemi di apprendimento. È giunta a queste conclusioni non proprio confortanti la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – SIPPS.
Tanto cellulare, poca attenzione
Gli esperti hanno ribadito che le conseguenze legate all’uso dei cellulari non sono ancora del tutto note, ma si hanno seri motivi per credere che l’utilizzo eccessivo sia responsabile di perdita di concentrazione e di memoria, oltre che di minore capacità di apprendimento, aumento dell’aggressività e disturbi del sonno. Il problema, a quanto pare, non è l’utilizzo sporadico, che ne sarebbe fatto, per esempio, se i bambini facessero brevi telefonate o si limitassero a veloci sms e chat. Il problema è che i ragazzini tengono in mano questi dispositivi anche per delle mezz’ore, per comunicare con i coetanei, per fare video o solo per giocare. L’esposizione è quindi eccessiva e si associa ad un altro aspetto: l’età sempre più precoce dei piccoli possessori di cellulari. L’Italia infatti si colloca al primo posto in Europa per numero di telefonini posseduti e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più. Secondo uno studio condotto qualche tempo fa dall’Università La Sapienza di Roma, un quinto dei bambini di seconda elementare possiede un telefonino, mentre in quinta ad averlo sono sei bambini su dieci. In terza media lo possiedono nove ragazzini su dieci. Chi lo aveva ottenuto alle elementari, arrivando alle medie ha già cambiato ben tre modelli.
Mai prima dei dieci anni
I danni comportamentali dovuti ai cellulari sono legati al fatto che si tratta di piccole ricetrasmittenti che sono tenute vicino al capo durante le comunicazioni. Quest’area è quindi soggetta a un aumento della temperatura dovuta all’interazione del campo elettromagnetico con un sistema biologico. Esposizioni molto intense e prolungate possono superare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule con necrosi dei tessuti. Le cellule nervose sono danneggiate e, per questo motivo, possono insorgere i disturbi del comportamento e dell’attenzione. Accanto all’aspetto biologico c’è quello, non affatto trascurabile, psicologico, perché i ragazzi diventano, appunto, psicologicamente dipendenti dal cellulare, sostituendo di fatto i rapporti sociali vis-a-vis con i coetanei, essenziali per lo sviluppo neuropsicologico, interferendo anche con la capacità di comunicazione scritta e verbale. Per non parlare della polemica, sempre attuale, sul fatto che non è escluso che l’uso del cellulare causi tumori cerebrali e del sistema nervoso. Per questi motivi i pediatri sollecitano la diffusione di linee guida che vietino totalmente l’uso dei telefonini prima dei dieci anni e lo limitino dopo tale età. Nell’attesa, è importante che i pediatri informino le famiglie sui rischi dell’uso troppo precoce: in questo modi i genitori avranno modo di riflettere sull’opportunità di non regalare il telefonino troppo presto ai loro ragazzi.
Giorgia Andretti