Cefalee croniche in aumento ed i ragazzi esagerano con gli antidolorifici

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Cefalee croniche in aumento ed i ragazzi esagerano con gli antidolorifici

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Si dice mal di testa e si pensa subito a un disturbo da adulti. Questo disturbo, invece, colpisce anche i giovanissimi, perfino più spesso di quanto si possa pensare. Secondo gli esperti, non si tratta di un semplice disturbo ma di una vera e propria malattia che ha anche un nome, emicrania, una malattia neurologica genetica, la più diffusa tra i piccoli. In Italia colpisce circa 10 bambini su 100. Il suo sintomo più conosciuto è la cefalea o mal di testa, in età pediatrica ha un’incidenza ancora più alta: ne soffre oltre il 40% dei ragazzi. E proprio tra gli adolescenti aumentano anche i casi di mal di testa cronici dovuti all’abuso di antidolorifici usati impropriamente come terapia. La segnalazione arriva da un ospedale che se ne intende: si tratta del Centro Cefalee dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che segue ogni anno oltre 1500 pazienti, 750 dei quali in day hospital.

Cosa fare se il bambino ha mal di testa
Vietato, quindi, ricorrere solo agli antidolorifici se nostro figlio lamenta cefalee ricorrenti. In primo luogo è necessario capire perché il piccolo ha mal di testa. Infatti, nel 60 per cento dei casi il problema è dovuto a una forma di emicrania di tipo genetico, ma può essere anche un sintomo di altre malattie come le infezioni delle vie aeree o di disturbi cerebrali anche seri. Va quindi sentito in primo luogo il pediatra del bambino. In un secondo momento, è necessario rivolgersi a un Centro specializzato dove neurologi infantili possono sottoporre il ragazzino a un’accurata anamnesi, oltre che a eventuali esami strumentali per chiarire la natura del problema. Se il mal di testa è dovuto, per esempio, a una sinusite cronicizzata, è necessario intervenire con antibiotici per debellare l’infezione. In questo caso, anche il mal di testa scompare. Durante l’esame clinico è fondamentale l’analisi del fondo oculare per rilevare l’aumento della pressione intracranica, sentinella dell’eventuale presenza di disturbi più seri come le encefalopatie o, in casi rarissimi, alcuni tipi di neoplasie. Anche la valutazione dello psicologo è importante. La componente di tipo psicologico svolge, infatti, un ruolo significativo nella manifestazione delle cefalee e rappresenta un fattore potenzialmente aggravante per l’emicrania. Ne sono esempio i bambini emicranici che lamentano numerosi mal di testa durante il periodo scolastico e che migliorano durante le vacanze.

Antidolorifici solo se occorrono
Sicuramente è sbagliato ricorrere agli antidolorifici senza approfondire. Sono infatti in aumento i casi di abuso – più di 15 dosi al mese – di antidolorifici tra gli adolescenti che soffrono di mal di testa cronico quotidiano. Questa tendenza è legata ad un utilizzo improprio dell’antidolorifico come rimedio, favorito anche dalla tendenza delle famiglie all’auto prescrizione e all’autogestione dei farmaci. L’abuso di antidolorifici non solo porta alla cronicizzazione della cefalea, ma ha ricadute negative sulla vita dei ragazzi. Un mal di testa ripetuto giorno dopo giorno è invalidante e tra i più giovani si può tradurre nella perdita di molti giorni di scuola se non dell’intero anno scolastico. Deve essere il pediatra o il Centro Cefalee a cui ci si è rivolti a fornire delle indicazioni precise sugli antidolorifici da assumere. Se poi la frequenza degli attacchi emicranici diventa troppo elevata, esistono numerosi farmaci curativi – (non sono di per sé antidolorifici – che, agendo sulle cause di questa malattia, possono migliorare la situazione. Non vanno trascurate poi le forme di mal di testa nei bambini piccolissimi, al di sotto dell’anno di età: poiché i bimbi non hanno ancora altri strumenti per esprimersi, manifestano il dolore con pianti e capricci. Si tratta di segnali di difficile interpretazione, ma che non devono essere ignorati perché potrebbero essere indice di emicrania, soprattutto tra i bambini che hanno almeno un genitore che ne è affetto.

Giorgia Andretti
Consulenza del dottor Massimiliano Valeriani
Responsabile del Centro Cefalee del Bambino Gesù di Roma

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