
Pieno inverno: la stagione migliore per cavoli e cavolfiori, broccoli e verze, oltre che per i piccoli e carnosi cavolini di Bruxelles. Questi vegetali così comuni eppure così versatili in questo periodo si trovano facilmente sia nei negozi sai nei supermercati. Più dolci che mai, freschi e croccanti, sono una delizia da consumare al vapore, in insalata, nelle zuppe o come contorno. Oltre a far bene alla salute, una recente ricerca ha affermato che possono aumentare la fertilità. Dote, quest’ultima, peculiare soprattutto dei cavolini di Bruxelles.
Più cavoli, più facilità a restare incinta
Lo studio è stato condotto dalla Harley Street Fertility Clinic di Londra. Gli esperti del centro hanno scoperto che l’assunzione regolare di cavolini di Bruxelles aumenterebbe le chance di concepimento. In particolare la dottoressa Neema Savvides, nutrizionista e coautrice dello studio, ha sostenuto che i cavolini sono il cibo ideale per chi vuole avere figli. Contengono infatti acido folico, sostanza che migliora la fertilità sia maschile sia femminile. Inoltre in questi ortaggi è presente molta vitamina C: aumenta la quantità di spermatozoi e li aiuta a raggiungere l’utero perché le giuste sostanze nutritive aumentano le chance di sopravvivenza degli spermatozoi. La presenza dell’acido folico contribuisce inoltre a ridurre i rischi di aborti spontanei e difetti congeniti soprattutto a carico del sistema nervoso, come la spina bifida. I cavoletti di Bruxelles contengono un fitonutriente, il diindolimetano, aiuterebbe le donne a riequilibrare il livello di estrogeni, eliminando gli ormoni in eccesso, frutto di una alimentazione troppo proteica o carica di inquinanti e pesticidi che agiscono come interferenti endocrini, alzandone il livello ormonale. Si pensa, inoltre, che l’ortaggio aiuti ad abbassare i livelli di colesterolo e abbia proprietà antinfiammatorie.
Altre virtù dei cavoli
Oltre alla vitamina C, nei cavoli sono presenti anche la E e il betacarotene, nutrienti attivi nella circolazione sanguigna e la vit. B a livello tale da mantenere sano il metabolismo, contribuendo a una ottimale utilizzazione dell’energia introdotta con gli alimenti. Il cavolo è anche una miniera di ferro, assieme all’acido folico, aiuta a formare i globuli rossi del sangue. Quindi va bene per le persone che rischiano anemia, come le donne in età fertile, le mamme in attesa ed i bambini in fase di crescita. Sempre in gravidanza, ma non solo, questo ortaggio contrasta la stitichezza grazie alla presenza di molte fibre. Il cavolfiore in particolare, però, favorisce la formazione di gas nello stomaco e nell’intestino, poiché proprio per la ricchezza di fibre ha la tendenza a fermentare. Se, quindi, si soffre di gonfiore addominale è meglio limitarne l’assunzione a una volta la settimana, eventualmente alternandolo con altri tipi di cavoli. Il prezioso ortaggio è alleato di tanti altri tipi di disturbi. È adatto a chi ha necessità di tenere sotto controllo il peso in eccesso, come succede a chi progetta un bambino, poiché apporta appena 25 calorie circa per 100 grammi di peso. Inoltre è altamente saziante, soprattutto se consumato cotto, in quanto la presenza di fibre gli fanno assorbire molta acqua.
Per rafforzare le difese naturali
E per le donne che intendono pensare a un bambino o che già sono in attesa e desiderano conservare la propria salute, i cavoli sono il primo alleato. Ricchi di vitamina C, svolgono un effetto di rinforzo sul sistema di difesa dell’organismo dalle malattie. Quindi, se assunto regolarmente nei mesi invernali aiuta a prevenire l’influenza e le sindromi da raffreddamento o, in ogni caso, favoriscono una più rapida ripresa. Inoltre irrobustiscono le ossa, sempre un po’ “provate” dalla gravidanza che sottrae calcio all’organismo. Nei cavoli sono presenti buone quantità di fosforo e di calcio, il costituente principale delle ossa. In particolare, 200 grammi di cavolo, l’equivalente di una porzione, apportano circa 100 milligrammi di calcio, più o meno l’equivalente di una mozzarella media. In compenso, l’ortaggio è del tutto privo di grassi e di colesterolo.
Giorgia Andretti