
L’autunno è dietro l’angolo, ma questo è il momento giusto per pensare alla prevenzione delle infezioni respiratorie. Con il ritorno a scuola, al nido e alle attività sportive, bambini e ragazzi trascorrono molte ore in ambienti chiusi e condividono giochi, oggetti e spazi. Diventa quindi più facile la circolazione dei virus responsabili di raffreddore, influenza, bronchiolite e altre infezioni delle vie respiratorie. Influenza e virus respiratorio sinciziale, indicato con la sigla VRS, non sono la stessa cosa e richiedono strategie preventive differenti. È importante che i genitori conoscano queste differenze, evitando sia allarmismi sia sottovalutazioni.
Il Ministero della Salute ha pubblicato le raccomandazioni per la stagione influenzale 2026-2027. La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata a partire dai sei mesi di vita vaccino antinfluenzale nei bambini e viene offerta attivamente e gratuitamente ai bambini tra i sei mesi e i sei anni. La vaccinazione è particolarmente importante per i bambini affetti da patologie croniche respiratorie, cardiache, neurologiche, metaboliche o immunitarie, perché maggiormente esposti al rischio di complicanze. Può però essere utile anche nei bambini sani: riduce la probabilità di ammalarsi e, soprattutto, il rischio di sviluppare forme gravi, otiti, polmoniti o peggioramenti di malattie già presenti. Il vaccino non può causare l’influenza. Dopo la somministrazione possono comparire dolore nella sede dell’iniezione, stanchezza o un modesto rialzo febbrile, generalmente di breve durata. La protezione immunitaria richiede circa due settimane per svilupparsi: per questo è opportuno parlarne con il pediatra prima che la circolazione del virus raggiunga il picco.
Il virus respiratorio sinciziale è molto diffuso prevenzione del VRS e nella maggior parte dei bambini più grandi provoca sintomi simili a quelli di un raffreddore. Nei neonati e nei lattanti, invece, può raggiungere le vie respiratorie inferiori e causare bronchiolite o polmonite. I segnali da osservare sono respirazione rapida o faticosa, rientramenti della pelle tra le costole, difficoltà ad alimentarsi, irritabilità, sonnolenza e riduzione dei pannolini bagnati. In presenza di difficoltà respiratoria, colorito bluastro intorno alle labbra o marcata riduzione dell’alimentazione è necessario chiedere rapidamente assistenza medica. Per proteggere i neonati dal VRS è disponibile il nirsevimab, un anticorpo monoclonale a lunga durata d’azione. Non è un vaccino: fornisce direttamente al bambino anticorpi capaci di contrastare il virus durante la stagione epidemica. Le modalità di offerta possono essere organizzate diversamente nelle varie regioni; il pediatra o il punto nascita possono indicare tempi e criteri previsti per ciascun bambino.
Vaccini e anticorpi monoclonali non sostituiscono le normali regole di prevenzione. È utile insegnare ai bambini a lavare bene le mani, igiene delle mani tossire o starnutire nella piega del gomito e non condividere bicchieri, borracce e posate. Gli ambienti devono essere arieggiati regolarmente. Nei primi mesi di vita è inoltre prudente evitare il contatto ravvicinato con persone raffreddate e proteggere sempre il neonato dal fumo di sigaretta. Ogni bambino ha una storia clinica diversa. Prima dell’inverno, quindi, è bene confrontarsi con il pediatra per costruire una prevenzione adeguata alla sua età, alle condizioni di salute e alla realtà familiare.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitori.it