

Lasciare un preadolescente in casa da solo o affidargli la responsabilità di fratelli più piccoli è un passo importante per tutti i genitori. Tra i 9 e i 12 anni i bambini non sono più piccoli, ma non sono ancora adolescenti: è un periodo di transizione in cui la valutazione della loro maturità diventa fondamentale. Non esistono regole universali valide per tutti: molti paesi internazionali è imposta un’età minima per restare soli, quindi la decisione spetta essenzialmente ai genitori. Tuttavia, ci sono criteri pratici e misure di sicurezza che possono guidare la scelta e ridurre ansie e rischi.
Verso i 10-11 anni molti bambini sono in grado di restare soli per brevi periodi, soprattutto di giorno, se non sono spaventati e sanno seguire le semplici indicazioni. È invece prudente attendere ancora prima di lasciarli di notte. Osserviamo con attenzione se il ragazzino comprende e rispetta regole di base, come chiudere la porta a chiave, non aprire ai sconosciuti, rispondere in modo appropriato al telefono e soprattutto se ha dimostrato buon giudizio in situazioni precedenti. Anche il contesto esterno è importante: se si vive in città in condomino o in una area rurale e se ci sono vicini, amici o parenti che possono raggiungere rapidamente il ragazzino n caso di emergenza. Risposte positive a queste domande indicano una maggiore probabilità che il preadolescente sia pronto.
Indicare chiaramente cosa fare se suona il campanello o il telefono, fissare limiti di tempo per tv e videogiochi e una lista di programmi e giochi approvati. Vietare manipola oggetti pericolosi e soprattutto non mettersi in cucina a sperimentare. Lasciare numeri di emergenza ben visibili e facili da trovare: vostri cellulari, numeri di familiari e vicini, pediatra, pronto soccorso, vigili del fuoco e polizia, controllo veleni e il numero di emergenza locale. Anche i semplici tre numeri 112 vanno ripetuti, perché il panico può far dimenticare le informazioni più ovvie. Per chi intende far fare baby-sitting al preadolescente, la valutazione deve essere ancora più rigorosa: responsabilità, maturità e capacità di prendere buone decisioni sono imprescindibili. Alcuni preadolescenti possono iniziare a fare da babysitter a 12-13 anni, ma altri dovrebbero aspettare: la prontezza individuale varia molto. Un’alternativa è il ruolo di aiuto genitore: il preadolescente dovrebbe sempre assistere alle cure di parenting così impara a gestire i bambini sotto supervisione.
Tenere a portata di mano un kit di pronto soccorso e insegnate al bambino come usarlo; verificare che telefoni e torce elettriche funzionino. Predisporre cibi semplici e salutari pronti all’uso e mostrare come usare il microonde. Attivare filtri parentali su dispositivi e televisioni per limitare contenuti inadatti e tenere ben chiusi e inaccessibili farmaci, alcol e accendini. Prima di lasciare il preadolescente solo per la prima volta, è bene fare una prova lasciandolo solo per un tempo ridotto: 15 — 20 minuti, e poi parlarne insieme di come è andata, affrontando eventuali difficoltà emerse. Incrementare gradualmente la durata delle uscite man mano che il ragazzo dimostra sicurezza e buone decisioni. Durante le uscite e bene restare facilmente reperibili al cellulare: fiducia e autonomia si costruiscono lasciando spazio.
Fabio Massimo Cocaina