

ll Primo Ministro australiano ha proposto una legge per vietare ai minori di 16 anni l’accesso ai social media. Questa iniziativa è motivata dalle preoccupazioni legate alla sicurezza online dei giovani e al potenziale impatto negativo di alcuni contenuti durante l’adolescenza, una fase già critica per lo sviluppo personale. Il Primo Ministro ha sottolineato che, per i ragazzi di 14 anni, l’esposizione a certi contenuti può essere particolarmente dannosa, sia per le ragazze, che possono imbattersi in contenuti che distorcono l’immagine corporea, sia per i ragazzi, che potrebbero incappare in materiali misogini.
Mentre la classe politica mostra un raro consenso bipartisan che potrebbe agevolarne l’approvazione, la società civile e gli esperti sono divisi. Alcuni criticano il divieto come troppo blando, sostenendo che non garantirà pienamente la sicurezza dei minori online. La legge include tutte le piattaforme social ed è stata introdotta per essere discussa dal Parlamento il prossimo 18 novembre e potrebbe entrare in vigore l’anno successivo. A differenza di regolamentazioni simili nel mondo, il divieto proposto dall’Australia non offre eccezioni, nemmeno in presenza del consenso dei genitori o per gli utenti minorenni già registrati sulle piattaforme. Questo significa che l’applicazione della legge sarebbe retroattiva, imponendo la sua efficacia anche su iscrizioni esistenti. Altro punto di discussione è come verificare l’età. Due soluzioni proposte sono il controllo biometrico: come il riconoscimento facciale, e l’inserimento dei dati della carta d’identità al momento dell’iscrizione. La proposta è stata accolta con scetticismo da molti esperti. 140 specialisti australiani e internazionali hanno firmato una lettera evidenziando dubbi sulla privacy e sull’efficacia della verifica dell’età. Sottolineano che i giovani potrebbero semplicemente migrare verso piattaforme meno controllate, eludendo le restrizioni. La direttrice del Digital Industry Group Inc., australiano ha mosso critiche sostenendo che la sicurezza online degli adolescenti meriterebbe soluzioni moderne e diverse dal semplice blocco degli accessi. La direttrice propone la creazione di spazi digitali sicuri attraverso l’educazione all’alfabetizzazione digitale.
Le regolamentazioni sui social media e la protezione dei minori online in questi Stati variano, con approcci diversi per affrontare le preoccupazioni legate alla sicurezza dei giovani.
Queste nazioni affrontano la questione della sicurezza attraverso un mix di regolamentazioni sui contenuti, protezione dei dati e politiche educative, tentando di bilanciare la protezione dei minori con il rispetto della privacy e delle libertà digitali.
Rossi Lina
Il Covid-19 ha colpito al cuore anche l’economia, tutto si è fermato, pubblicità compresa, l’unica forma di sostentamento per fare e diffondere l’informazione medico-scientifica, obiettivo principale di Guidagenitori.it
I nostri giornalisti, tecnici informatici e tutti gli altri operatori che sorreggono il giornale, continuano a svolgere regolarmente il lavoro per offrire gratuitamente i servizi editoriali, nonostante le difficoltà economiche. Ecco perché il vostro contributo è prezioso.