

Secondo una analisi uscita su Human Reproduction Update, in poco più di quarant’anni la quantità degli spermatozoi maschili si è dimezzata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS – stima che oggi un uomo su dieci è infertile, a causa di malattie genitali non diagnosticate, inquinamento, stili di vita e ricerca di genitorialità in età avanzata. Per questa ragione è essenziale concentrare gli sforzi della ricerca scientifica sulle possibili cause che portano l’uomo all’impossibilità di avere figli.
L’infertilità maschile è un tema poco discusso, anche se è ben il 18% degli uomini a soffrirne. A parere degli esperti, l’indagine condotta dagli istituti per la riproduzione – IVI – in collaborazione con l’istituto – IXE’ – risulta che un quarto degli intervistati sottostima la diffusione del fenomeno. Dallo studio, condotto su un campione di seicento quattordici individui tra i venticinque e i quarantaquattro anni d’età, nel periodo compreso tra il 31 agosto e l’11 settembre 2020, è emerso che oltre un quarto degli uomini intervistati non ha idea dell’incidenza dell’infertilità maschile in Italia. È interessante notare che, rispetto all’argomento, le percezioni di uomini e donne si sono rivelate completamente differenti. Infatti, la maggior parte degli uomini ha sottostimato la questione, limitando la diffusione del fenomeno al solo 10% della popolazione maschile, mentre secondo le intervistate il problema riguarda il 20% degli uomini. Il 6% degli uomini e il 10% delle donne intervistate non ne conosce i possibili strumenti diagnostici.
La cura della salute sessuale maschile è un argomento cui la maggior parte degli uomini non dedica la dovuta attenzione, se non quando accusano qualche disturbo o non riescono a diventare padri, oppure al raggiungimento di una certa età. Al contrario, anche per gli uomini, come per le donne, è importantissimo effettuare visite specialistiche almeno una volta l’anno per prevenire non solo malattie come il tumore alla prostata, ma anche per intervenire in caso di infertilità. Sebbene le cause dell’infertilità maschile non siano sempre precisamente identificabili, la maggior parte degli intervistati, di ambo i sessi, ritiene che possa dipendere da problematiche legate al liquido seminale, l’80% delle risposte, o da problemi di tipo funzionale dell’apparato genitale il 59%. Il 6% degli uomini e il 10% delle donne ha rivelato di non conoscere i possibili strumenti diagnostici, tuttavia entrambi hanno indicato tra i test più noti l’analisi del liquido seminale, seguito dalla visita urologica. È inoltre emersa una scarsa conoscenza della diffusione dei problemi di sterilità nella coppia.
Il punto è che si tratta di una questione culturale, non solo medica. Parlare di infertilità nel nostro Paese, specialmente di infertilità maschile, è ancora un argomento tabù, secondo gli esperti di medicina della riproduzione di Roma. Fino a quando questi argomenti rimarranno appannaggio dei medici, tenderanno ad essere interpretati ancora come questioni personali, in grado di minare le certezze dell’individuo sulla propria virilità o identità maschile. Anche gli uomini non sono immuni da ricadute di carattere psicologico quando si parla di infertilità e questo accade perché c’è ancora scarsa informazione a riguardo. Un ruolo importante giocano anche le famiglie dei bambini e degli adolescenti di sesso maschile, che devono educare i figli a non avere timore nel sottoporsi a visite dal pediatra prima e poi dall’andrologo e dall’urologo, già dalla pubertà, proprio come fanno le coetanee andando dal ginecologo.
Sahalima Giovannini