

I difetti o vizi congeniti del cuore sono malformazioni presenti già alla nascita causando malfunzionamento del cuore stesso e dell’apparato cardiovascolare. A parere degli esperti, il difetto ha un’incidenza di circa otto casi su mille e nel nostro paese, ogni anno, nascono cerca quattromila bambini con difetti congeniti al cuore. Tranne in casi rarissimi legati alla genetica, in cui i difetti sono legati a un gene capace di passare da un genitore al figlio. I vizi congeniti del cuore non sono trasmissibili e possono essere di diverso tipo: anomalie possono riguardare solo una parte del cuore, oppure l’intera struttura del muscolo cardiaco, quindi più complesse.
I difetti congeniti del cuore o cardiopatie congenite sono alterazioni dell’anatomia o della funzionalità del cuore presenti già prima della nascita, ovvero iniziano a strutturarsi in modo anomalo nel corso della vita embrionale. Il cuore e i vasi sanguigni annessi si sviluppano in una fase molto precoce della vita intrauterina, entro la decima settimana di gravidanza. Le cause alla base di questo problema non sono ancora state del tutto chiarite. Ad essere a maggior rischio di malformazioni cardiache sono i figli delle donne che assumono grandi quantità di alcol in modo cronico, oppure l’aver contratto la rosolia nel primo trimestre di gravidanza o, ancora hanno assunto dei farmaci cosiddetti teratogeni, responsabili di malformazioni. Possono causare malformazioni al cuore alcuni antibiotici, certi farmaci antitumorali, preparati per la tiroide e altri ancora.
Vediamo quali sono le forme più frequenti di difetti congeniti del cuore:
Molte delle malformazioni congenite descritte possono oggi essere affrontate senza l’intervento chirurgico. È infatti possibile chiudere il forellino caratteristico del difetto interatriale con una specie di ombrellino introdotto attraverso una vena della gamba, fin dentro il cuore. Se i disturbi sono più complessi per la presenza di difetti ampi o più difetti o di un’anatomia complicata, la terapia deve essere chirurgica. Sicuramente si tratta di operazioni delicate, ma oggi il perfezionamento della chirurgia ha notevolmente aumentato la percentuale di successo e migliorato la qualità della vita delle persone affette. Prima di intervenire si eseguono tutti i controlli del caso, come l’ecografia, l’elettrocardiogramma la risonanza magnetica, il cateterismo cardiaco che permettono di visualizzare adeguatamente il difetto del cuore. Tutte le procedure sono eseguite in anestesia generale e richiedono estrema precisione per la delicatezza e per le piccole dimensioni dell’organo su cui intervenire. Il post intervento prevede la terapia intensiva e poi il trasferimento in reparto fino a quando l’attività del cuore torna alla normalità. La correzione chirurgica è definitiva salvo eccezioni in cui è necessario un secondo intervento.
I migliori risultati si raggiungono nella correzione della persistenza del dotto di Botallo, che oggi viene risolto praticamente nella totalità dei casi. Ottimi risultati si hanno anche con la coartazione dell’istmo aortico: l’intervento consiste nell’allargamento dell’aorta nel punto in cui si restringe, attraverso delicate dilatazioni mediante il posizionamento di cateteri muniti di pallone, oppure mediante interposizioni di una toppa di ampliamento. Anche la tetralogia di Fallot e gli altri difetti che causano la colorazione blu della pelle si curano con buone percentuali di successo.
Giorgia Andretti