Celiachia, oltre 135.000 diagnosi con un incremento del 10% all’anno

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Celiachia, oltre 135.000 diagnosi con un incremento del 10% all’anno

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Sono anche altri i fattori coinvolti nell’incremento diagnostico della celiachia, malattia autoimmune che può essere definita come un’intolleranza permanente al glutine, componente proteica di alcuni cereali. Tra questi, il fatto che oggi la popolazione mondiale consuma una maggior quantità di cereali e quelli attualmente utilizzati sono assai più ricchi di glutine di quanto non fossero quelli del passato.

Più glutine, più casi di celiachia
Questo aumentato carico di glutine potrebbe spiegare lo sviluppo progressivo di nuovi casi di intolleranza al glutine che hanno portato in pochi anni il numero delle diagnosi a raddoppiarsi arrivando a 135.000 malati di celiachia oggi, con un incremento di circa il 10% all’anno negli ultimi 5 anni. Eppure, secondo i dati relativi al 2011 dell’ultima relazione al Parlamento sulla celiachia, ci sarebbero altre migliaia di celiaci “nascosti”: il numero teorico di celiaci dovrebbe essere intorno ai 600.000. A causare la malattia sono le prolamine e le glutenine ad alto peso molecolare contenute nel frumento, nella segale, nell’orzo, nel farro e nel kamut: queste sostanze sono in grado di innescare nei celiaci una serie di alterazioni del sistema immunitario. Si crea così un severo danno dell’intestino tenue con conseguente perdita dei villi intestinali e comparsa di quella mucosa piatta che è la caratteristica istologica di questa malattia. L’intestino tenue rimane il principale e, in molti casi, unico organo-bersaglio, ma la celiachia può assumere spesso le caratteristiche di una malattia sistemica con interessamento di numerosi altri organi ed apparati, tra i quali le ghiandole endocrine, il sistema nervoso centrale e periferico, l’apparato cardiovascolare, il sistema connettivo e osteoarticolare, il fegato ed il sistema emopoietico. L’elemento scatenante la celiachia è, quindi, il glutine che per innescare i meccanismi immunologici patogenetici, necessita comunque di una particolare predisposizione genetica che viene a ricoprire un ruolo di primo piano nella diagnosi della malattia celiaca.

Celiaci si nasce o si diventa?
Un’altra domanda di grande attualità è se si nasce celiaci, con sviluppo immediato dell’intolleranza al glutine nell’infanzia non appena vengono introdotti nell’alimentazione cereali che lo contengono, o se invece si diventa celiaci lungo il decorso della vita a fronte dell’intervento di fattori ambientali scatenanti. L’esperienza degli ultimi decenni ha chiaramente dimostrato che non si nasce celiaci, ma lo si diventa nel corso della vita e che qualsiasi età della nostra esistenza può segnare l’inizio di questa malattia. Alcuni fattori ambientali possono svolgere un ruolo determinante nello scatenamento della celiachia a cominciare dalle infezioni come quelle da Rotavirus o da Adenovirus e altri ceppi virali, così come gastroenteriti di natura batterica contratte dopo un viaggio in paesi con condizioni igieniche non ottimali o infezioni da parassiti. Fra gli altri fattori ambientali in grado di provocare lo sviluppo della celiachia in soggetti geneticamente predisposti bisogna ricordare la fase del puerperio dopo una gravidanza trascorsa in modo del tutto regolare o stress legati a gravi dispiaceri (per esempio lutti familiari) o ad interventi chirurgici. Questo conferma che per il manifestarsi della patologia è necessario un habitus genetico ben definito su cui agiscono fattori ambientali in grado di far insorgere la celiachia in qualsiasi età della vita.

Sensibilità al glutine, un nuovo disturbo
Negli ultimi tempi è stata identificata una nuova realtà rappresentata dalla sensibilità al glutine non celiaca (SGNC). Si tratta di una sindrome caratterizzata da molteplici sintomi intestinali e extraintestinali correlati alla assunzione di glutine, che migliorano o scompaiono dopo l’eliminazione del glutine e che recidivano quando il glutine è reintrodotto nella dieta, in soggetti in cui è stata esclusa preventivamente la diagnosi di celiachia e di allergia al grano. Si tratta insomma di un ambito che può riservare nuove sorprese, alle quali il mondo scientifico deve essere preparato. L’attenzione crescente dei ricercatori di tutto il mondo e dei media per la SGNC hanno spinto l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) e la Fondazione Celiachia (FC) a scendere in campo per cercare di far luce sui vari aspetti ancora oscuri di questo disordine correlato all’assunzione di glutine. AIC e FC hanno pertanto deciso di istituire il comitato scientifico laico sulla sensibilizzazione al glutine non celiaca sotto la coordinazione scientifica dei Professori Gino Roberto Corazza (Pavia) ed Umberto Volta (Bologna). Il primo passo sarà promuovere una indagine prospettica sulla SGNC mediante la compilazione di un questionario inviato a centri di diagnosi per la celiachia. Alle Fiere di Parma, il 17 maggio prossimo, si svolgerà il convegno “Nutrizione & Crescita” per approfondire il tema della SGNC che si svolgerà alle ore 14 nell’ambito di “Pianeta Nutrizione & Integrazione” – IV Forum Multidisciplinare sulla Sana Nutrizione.

Giorgia Andretti
Consulenza del Prof. Umberto Volta
Responsabile della struttura semplice di malattia
celiaca e sindromi da malassorbimento Policlinico
S.Orsola-Malpighi di Bologna
Presidente dei consulenti scientifici
nazionali dell’Associazione italiana celiachia (Csn-Aic)

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