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Rotavirus, campagna vaccinale per i neonati

infezione da rotavirus
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L’infezione da rotavirus è poco conosciuta perché se ne parla poco rispetto ad altre malattie più temute. Il Rotavirus è purtroppo un’infezione molto diffusa tra i piccolissimi ed è troppo sottovalutata. La malattia può causare disidratazione, richiedere il ricovero in ospedale oltre alla recente novità che possa anche causare l’insorgenza della celiachia, disturbo in aumento tra i nuovi nati. La gastroenterite da Rotavirus o Garv causa infatti una infiammazione intensa della parete intestinale, può cronicizzare e rendere la mucosa dell’intestino suscettibile agli stimoli più diversi, come quella delle proteine del grano. Difendere i propri piccoli dalla malattia è possibile, è sufficiente effettuare la vaccinazione per il Rotavirus.

 

Rotavirus: un tipo di gastroenterite

In Italia, la gastroenterite da Rotavirus colpisce circa 27.000 bambini al mese, pari a oltre 400.000 ogni anno. Sono più a rischio i piccoli al di sotto dei cinque anni, spesso entro il primo anno di vita, L sintomatologia classica della gastroenterite comprende: diarrea, febbre, vomito e disidratazione. L’infezione può diventare così seria da richiedere il ricovero in ospedale per la necessità di effettuare flebo per reintegrare i fluidi persi. Il Rotavirus è contagioso ed è in grado di sopravvivere molto bene nell’ambiente: si trasmette rapidamente per via oro-fecale, ma anche attraverso il respiro o tramite il semplice contatto con superfici contaminate, non esclusi i giocattoli. L’infezione da Rotavirus  dura dai quattro agli otto giorni causando dolori addominali, malessere e disagio intenso. A volte, la diarrea può diventare cronica e richiedere l’uso di antibiotici per diverso tempo, debilitando ulteriormente il bambino. I genitori si trovano costretti a perdere giornate lavorative e affrontare un grosso disagio, oltre al dispiacere di vedere il proprio figlio sofferente; se poi ci sono fratelli o sorelle, anche loro possono esserne contagiati.

 

L’aiuto viene dalla prevenzione attraverso il vaccino

In aiuto alle famiglie può dunque intervenire la vaccinazione, che rappresenta la prevenzione più efficace. L’igiene e le attenzioni attorno al bambino sono importanti, ma non sufficienti a impedire il contagio, soprattutto dopo che gli anticorpi trasmessi dalla mamma al bambino vengono a mancare quando il piccolo arriva al sesto-settimo mese di età. Lavarsi le mani con il sapone o con altri detergenti non uccide il virus, può solo limitarne la diffusione. La vaccinazione non impedisce del tutto l’insorgenza della malattia ma la rende più lieve scongiurando i sintomi più gravi, con diarrea e vomito importanti, che possono causare disidratazione severa con ricorso al ricovero oltre ai disagi, ansie e perdita di giorni di lavoro per i genitori. Un vantaggio del vaccino è la facilità di somministrazione: si tratta di un vaccino vivo attenuato e viene somministrato per via orale. Le dosi possono essere due o tre, a seconda del tipo di vaccino utilizzato, per neonati a partire dalla sesta settimana di vita fino alla ventiquattresima, vaccino a due dosi, o alla trentaduesima, vaccino a 3 dosi. Dopo uno o due anni di follow-up, l’efficacia del vaccino si è dimostrata superiore dell’80%: sulle forme più gravi di gastroenterite, che costringono il bambino al ricovero in ospedale, l’efficacia supera il 90%.

 

Una campagna per capire meglio il Rotavirus

Per diffondere consapevolezza sull’importanza del vaccino ha appena preso il via #unapreoccupazioneinmeno, campagna d’informazione e prevenzione con il patrocinio della Fimp – Federazione Italiana Medici Pediatri per diffondere una maggiore consapevolezza sulle insidie del Rotavirus e su come prevenirne l’infezione. Il prossimo 9 giugno  al Parco Indro Montanelli di Milano si terrà una giornata informativa dedicata a genitori e bambini all’aria aperta, all’insegna della festa: musica, palloncini, zucchero filato e uno spettacolo speciale dedicato a grandi e piccini.

 

Lina Rossi

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