
Fiori e regalini? Nulla di tutto questo. A noi mamme, per la festa, serve solo un po’ di tempo e di riposo. Proviamo a ottenerli, magari con un inedito scambio di ruoli con il partner.
“Le mamme si accontentano di piccole cose” recita in questo periodo un luogo comune confezionato per la nostra festa, che si accompagna all’offerta di fiori, torte, piccoli doni in ogni tipo di negozio. E noi rilanciamo: le mamme si accontentano addirittura di niente. Anzi, di dolce far niente. Perché è proprio questo che ci serve per il giorno della mamma: di non dover fare assolutamente nulla se non dedicarci a quelle occupazioni che se per una single – o un marito – sono ordinaria amministrazione, per noi sono frivoli lussi, ai quali ci siamo dedicati per l’ultima volta diverso tempo fa, almeno dall’epoca del primo pancione. Questo sarebbe il vero regalo.
Una missiva tutta speciale
E parliamo di un bagno caldo che duri un po’ più a lungo, di una manicure fatta in casa, della lettura di tutto, ma proprio tutto, il nostro giornale preferito. O, appunto, del piacere di dedicarci a un beato niente, oziando a letto o sul divano, magari godendoci una commedia romantica che partner e figli si sono sempre rifiutati di vedere con noi. Naturalmente per poterci dedicare a tutte queste piacevolissime attività è necessario avere il tempo per farlo e che ci sia qualcun altro che si dedica alla casa e ai figli proprio come normalmente facciamo noi. Chiediamo allora questo al nostro compagno per il giorno della nostra festa: uno scambio di ruoli. Ovvero, lui deve occuparsi, soltanto per un giorno all’anno, di tutto quello che normalmente è nostra incombenza quotidiana. Sarà dura, lo sappiamo bene … proviamo quindi a stampare questo articolo e a farglielo leggere, oppure inviamolo per posta elettronica o magari mandiamolo all’indirizzo di casa. Chissà che non riusciamo a convincerlo.
Evviva il dolce far niente!
Tutto deve iniziare al mattino. Il papà si alza lasciando noi a sonnecchiare in libertà, prepara la colazione ai bambini coccolandoli più del solito o concedendo loro qualche “strappo” alla regola – come mezz’ora di cartoni animati – perché non abbiano la tentazione di saltare sul lettone in cerca della mamma. Poi, il nostro partner mette ordine in casa, sistema i letti, veste i piccoli e li porta a spasso al parco, organizzando magari la giornata assieme a qualche amico con figli coetanei. Già, perché i nostri piccoli devono comunque divertirsi e non chiedere in continuazione “quando torniamo dalla mamma?”. Basta questo pensiero a offuscare il nostro beato relax e invece la nostra mente deve essere libera di assaporare il piacere di non avere assolutamente nulla da fare. Dedichiamoci alla cure del nostro corpo, leggiamo, ascoltiamo la nostra musica preferita. Telefoniamo all’amica che non sentiamo da tempo per parlare non delle maestre o delle attività extrascolastiche ma di noi, del nostro lavoro, della nostra giornata di libertà, di tutto quello che ci passa per la mente … riappropriamoci del nostre essere una donna e non soltanto una mamma, proprio nel giorno della festa della mamma.
Che pace fino a sera
Nel tardo pomeriggio il partner e i figli tornano a casa e se c’è stato un vero scambio di ruoli i piccoli si sono anche divertiti in questa giornata solo assieme al papà. La festa però non è ancora finita: manca la cena, altro momento di cui normalmente ci occupiamo noi. Oggi, invece, è sempre il compagno a inventarsela. Possiamo andare tutti quanti fuori, anche in una semplice pizzeria va bene. Se stiamo in casa, una cena semplicissima è la benvenuta, a patto che non siamo noi né a prepararla né e a sistemare la cucina quando abbiamo finito. E concediamoci il lusso di non esser pignole oggi e di non curarci se il fornello non è perfettamente tirato a lucido. Il nostro compagno avrà anche il compito di mettere a letto i piccoli e magari di leggere qualcosa loro per aiutarli a prendere sonno … e sarà quello il momento in cui sentiremo una punta di nostalgia. Per la giornata di libertà che è già finita, per i nostri piccoli che oggi si addormentano senza di noi. Perché ci ricordiamo di essere “femmine un giorno e poi madri per sempre”. E allora, proprio adesso possiamo apprezzare il valore del regalino che i nostri bimbi hanno confezionato a scuola. Un pupazzetto, un vasetto decorato, un disegno. E di commuoverci nel leggere la frase dedicata a tutte e nel tempo stesso solo a noi: Mamma sei la più bella.
Giorgia Andretti