

A far partire l’inchiesta verso la Procura dei Minori di Firenze è stata la Dirigente della scuola frequentata da uno dei bambini destinatario del video. La mamma del ragazzino ha intercettato il video e immediatamente ha esposto il fatto alla Dirigente Scolastica dell’Istituto frequentato da suo figlio in provincia di Firenze. Considerato che l’età e i destinatari dei video erano tutti ragazzini del plesso scolastico, genitori e docenti, allarmati hanno cercato di capire dove, questo video fosse stato girato e capire il nome dei – sex bambini – considerato che i volti erano chiaramente visibili e che la ragazzina poteva avere al massimo dieci anni. Si è accertato è che nessuno dei tre partecipanti al video erano alunni della scuola e che il video è stato girato in ambiente extra scuola, ovvero in un giardino e che la bambina, sorridente e accondiscendente aveva un accento chiaramente romano.
Invitiamo i genitori a controllare i telefoni dei figli, a cancellare quel video e a segnalare alle forze dell’ordine da chi è arrivato.
E’ questa, infatti, una vicenda che lascia senza fiato pensando al regista del video che, di sicuro non è un bambino, ma un o una mente dedita al reclutamento di giovani vittime del sistema che gira intorno alla pedofilia on-line. I balordi giocano sulla curiosità sessuale dei ragazzini, soprattutto verso quelli a cui nessuno ha mai parlato chiaramente di cosa significa fare sesso o vietare, in modo garbato, di mostrare le proprie parti intime agli estranei. E’ bene segnalare con immediatezza alle forze dell’ordine qualsiasi messaggio in arrivo sul cellulare dei ragazzini, accompagnato da foto o video, perché il rischio è: detenzione di materiale pedopornografico.
La conoscenza della sessualità è un fatto fisiologico, diversa è invece la consapevolezza della sessualità, ovvero, essere pronti emotivamente e psicologicamente per praticarla o semplicemente guardarla. Tacere o nascondendo la sessualità pensando di proteggere i bambini non è una buona cosa, i bambini vanno educati con il dialogo, in modo franco ma delicato, con parole adeguate alla loro età. Basti pensare che molti bambini già praticano la masturbazione verso i quattro anni, a dieci ed anche prima conoscono le differenze fisiche con il sesso opposto. A dodici – tredici anni è necessario parlare con loro di preservativi e di pillola. In fondo la stessa vaccinazione dell’HPV viene proposta a dodici anni come prevenzione per qualcosa che dovrebbe accadere più in là. E’ ovvio che i ragazzini vanno anche sorvegliati, oggi i riferimenti alla sessualità e la possibilità di approcci sono molti, a partire da situazioni sociali degradate fino ad arrivare ai social dove è difficile porre dei limiti.
L’OMS Europa in accordo con il Centro Federale per l’Educazione alla Salute di Colonia è intervenuta già tempo fa sa proposito dell’educazione sessuale verso i bambini. L’educazione è necessaria per sostenere i ragazzi preadolescenti a non cadere vittime di violenza sessuale, gravidanze indesiderate, infezioni sessualmente trasmissibili e soprattutto non cadere vittime del sexting on-line. Il loro parere è che i bambini già a partire dai quattro anni devono essere aiutati nella conoscenza del sesso. Infatti, hanno individuato le seguenti fasce di età:
Il presupposto di questo decalogo è che per maturare responsabilmente verso la sessualità, i ragazzini hanno bisogno di conoscerla ed il primo passo si compie fin dall’inizio fornendo informazioni corrette su tutti gli aspetti della sessualità, evitando tabù vari e teorie terrorizzanti sulla sessualità.
Dott. Rosalba Trabalzini
Psichiatra – psicologo clinico – psicoterapeuta