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La depressione post-partum colpisce ovunque

Depressione post partum
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Esteriormente il corpo della gestante mostra la nuova vita che porta in grembo, quello che non si percepisce sono le emozioni: mostrano la loro gioia o malessere solo nel dopo parto, quando ogni singola molecola del pool ormonale deve tornare al proprio posto.  Nel corso dei nove mesi vengono prodotte grandi quantità di progesterone e di estrogeni per rendere possibile la crescita della nuova vita.  Nei giorni e settimane dopo il parto i livelli di progesterone e degli estrogeni tornano ai livelli pre-gravidanza così come la concentrazione di cortisolo. La prolattina, responsabile della produzione del latte e del comportamento di accudimento del neonato si mantengo alti per tutto l’allattamento.  Alcune ricerche ipotizzano l’esistenza di una correlazione tra i livelli di colesterolo nel sangue ed i sintomi depressivi. La prevenzione del disturbo post-partum è di primaria importanza e lo strumento del  test di Edinburgh ci indica se la neo-mamma corre o meno il rischio. In base alla risposta ottenuta, è necessario attenersi alle indicazioni conseguenti, ovvero: affidarsi allo specialista se è una delle indicazioni suggerite.

 

I sintomi più comuni del Baby Blues

È uno stato fisico e mentale dovuto allo stress fisico conseguente alle fatiche del parto e al repentino cambiamento del quadro ormonale. Lo stato di affaticamento vissuto nel travaglio e nel momento proprio del parto predispone ad uno stato di tristezza e di difficoltà nel relazionarsi con il partner e con i propri familiari. Nel Baby Blues il pianto può manifestarsi improvvisamente senza motivo, può essere presente una difficoltà nella concentrazione ed il ritmo sonno-veglia appare disturbato. Possono essere presenti in modo discontinuo il desiderio di cibo irrefrenabile o mancanza totale di appetito. L’80% circa di neo-mamme ne resta coinvolto. Fortunatamente è solo uno stato temporaneo che si risolve spontaneamente in un tempo massimo di 7 – 10 giorni, senza lasciare alcun tipo di conseguenza né sulla mamma né sul bambino. Solo una minima percentuale dei casi può evolvere in una vera depressione post-partum.

 

La vera Depressione post-partum

Generalmente inizia tra il secondo e il terzo mese dal parto e può mantenersi costante per circa 6 – 8 mesi, se non si interviene in modo appropriato. Il 10-15% delle neo-mamme può andare incontro a questo disagio psichico e di questa quota solo il 3-6% può evolvere in una depressione maggiore ovvero la vera e propria depressione. Possono essere presenti tutti i sintomi caratteristici della depressione o solo alcuni di essi. L’intensità della sintomatologia può variare da un lieve disagio nel gestire i rapporti all’interno del proprio nucleo familiare, fino ad un sentimento di totale difficoltà nell’affrontare anche gli eventi più banali legati alla gestione della casa. Alla neo-mamma che presenta i sintomi iniziali di uno stato depressivo, deve essere dato tutto il supporto necessario che non si esaurisce soltanto nell’affidarla alle cure di un buon psichiatra. La famiglia deve intervenire garantendo tutto il supporto logistico necessario. La  lettura del leaflet – Depressione post-partum aiuterà a comprende meglio il disagio.

 

I sintomi da non sottovalutare

Il primo indizio è provare emozioni negative verso se stesse e verso il neonato. Ne consegue un senso di incapacità ad assolvere i doveri quotidiani, che può mantenersi inalterato per circa 8 – 10 mesi. Al senso di incapacità si aggiungono emozioni che stimolano il pianto, l’irritabilità e insofferenza verso chiunque stimoli una richiesta di attenzione. Visti da vicino i sintomi sono:

  • Irritabilità;
  • Disturbi del sonno
  • Stanchezza eccessiva;
  • Psicosomatizzazioni varie;
  • Sentimento di inadeguatezza;
  • Pensieri di tipo ossessivo;
  • Senso di colpa;
  • Perdita del desiderio sessuale.

 

Cosa può fare la famiglia o coloro che accompagnano la maternità

Il contesto in cui si è immersi, famiglia, amici e colleghi, deve adoperarsi per aiutare la neo mamma immediatamente nel dopo parto. La madre e il neonato hanno bisogno di cure, attenzioni e soprattutto di protezione. In alcune culture, che ancora oggi amiamo definire: primitive, il rapporto madre-bambino è fortemente privilegiato. Aiutare la mamma a non farsi carico di tutte le responsabilità è il primo passo importante da mettere in atto e questo è l’atteggiamento che tutti dovrebbero mettere in atto, indipendentemente se ad accudire sia la famiglia propria o quella del compagno, oppure dalle amiche o dalle colleghe di lavoro.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

– psichiatra – psicologo clinico – psicoterapeuta

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