

Qualche giorno fa si è diffusa la notizia della morte di un adolescente americano, deceduto dopo che, nel giro di un paio d’ore, aveva assunto ben tre bevande a base di caffeina: un caffelatte, una bevanda tipo cola e un energy drink. Il giovane si è sentito male a scuola, durante le lezioni, è stato portato in ospedale ma i medici non hanno potuto fare nulla. Sembra che il giovane non avesse assunto altre sostanze stimolanti come stupefacenti e sembra anche che non avesse particolari problemi di salute.
Il medico che ha eseguito l’autopsia ha stabilito che probabilmente c’è un collegamento tra il decesso e il fatto che il giovane abbia assunto ben 470 mg di caffeina in un breve lasso di tempo, appunto due ore circa. Non è la prima volta che un giovane perde la vita per colpa dell’eccesso di caffeina: è quindi importante che genitori e ragazzi siano consapevoli del fatto che la caffeina è una potente sostanza eccitante, può quindi avere effetti nocivi sulla salute: non bisogna abusarne. Inoltre, è importante sapere quali sono questi effetti nocivi. In primo luogo, è dimostrata una correlazione tra il consumo in eccesso di bevande con caffeina e i problemi di cuore, in primo luogo le aritmie: lo ha provato una ricerca pubblicata nel 2015 sul Canadian Journal of Cardiology. La caffeina in effetti ha un effetto stimolante sul sistema nervoso, di conseguenza aumenta la frequenza del battito cardiaco e fa innalzare la pressione arteriosa. Tutto questo può causare problemi al cuore, il rischio è maggiore se la dose assunta della sostanza è elevata, se ci sono altri problemi di salute sottostanti non diagnosticati, se la persona ha assunto la caffeina a digiuno e se ha praticato sport. Infatti, il ragazzo è anche soggetto a una tachicardia dovuta all’allenamento, la caffeina potenzia ulteriormente l’alterazione del ritmo. È certo comunque che esistono soglie di sicurezza per adulti e giovanissimi, è opportuno rispettare per essere sicuri di non correre rischi. Poiché i cervelli dei bambini continuano a svilupparsi fino all’adolescenza, è consigliabile limitare la caffeina. Un recente studio dell’Ospedale dei Bambini dell’Università di Zurigo ha mostrato l’importanza del sonno per un cervello in via di sviluppo del bambino. La caffeina può interferire con il sonno ostacolando lo sviluppo corretto del cervello.
Secondo l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, gli adulti non dovrebbero superare un massimo di 400 mg di caffeina al giorno, pari a 5-6 tazzine di caffè: d’altra parte in una sola assunzione non vanno superati i 200 mg. Le quantità per i bambini e gli adolescenti fino ai 18 anni sono decisamente più contenute: non dovrebbero superare i 3 mg di caffeina per chilo di peso corporeo al giorno. Per i bambini di 4 o più anni, la caffeina assunta occasionalmente con soda o cioccolato non pone preoccupazioni a patto di non superare i 45mg al giorno. Si tratta di calcoli precisi, ma è difficile stabilire quante di queste bevande siano concesse perché l’esatto contenuto di caffeina non è indicato. Una tazzina di espresso dovrebbe contenere 60-80 mg di caffeina, come una lattina da 250 ml di energy drink. Per un adolescente di circa 50 Kg di peso il contenuto di caffeina non dovrebbe superare i 150 mg di caffeina: una caffè e una sola Energy drink a distanza di ore una dall’altra. Attenzione va posta ad altri alimenti che contengono la caffeina: cioccolato fondente e tè, tutto viene sommato nell’arco del giorno ma non potendo stabilire il quantitativo esatto di caffeina in questi contenuta, è preferibile effettuare una stima al ribasso. Secondo gli esperti i prodotti più pericolosi sono gli energy drink, che ne contengono moltissima eppure sono percepiti come bevande sicure e rinfrescanti. Quindi, i consumatori devono essere consapevoli delle scelte che fanno: al mattino, per colorare il latte, si può scegliere il caffè decaffeinato, così come le bevande alla cola senza caffeina. Gli energy drink andrebbero evitati il più possibile e assunti, tutt’al più, solo ogni tanto, mai prima dell’adolescenza e sempre a stomaco pieno.
Lina Rossi
testo redatto con il supporto della Dott.ssa Gabriella Pozzobon
Responsabile Ambulatorio Auxologia – Centro di Endocrinologia dell’infanzia e dell’Adolescenza
Pediatria- Dipartimento Materno Infantile – Ospedale San Raffaele – Milano
Presidente Società Italiana Medicina dell’Adolescenza – SIMA