Intervento del ministro Fioroni dopo i recenti episodi: proposto ai genitori un patto di corresponsabilità
Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno interessato la scuola – dall’uso improprio dei telefonini agli episodi di bullismo e di violenza – era attesa una direttiva del Ministero della Pubblica istruzione che indicasse linee guida e misure cautelari per far fronte a situazioni da troppo tempo sottovalutate. La circolare firmata ed emanata dal ministro Giuseppe Fioroni il 15 marzo scorso si appella anche al dovere di vigilanza e di corresponsabilità da parte dei docenti e dei genitori, in considerazione del fatto che l’azione coordinata tra famiglia e scuola è fondamentale per un’educazione efficace dei giovani. Vediamo in sintesi i punti salienti della direttiva Fioroni
Cellulari in classe, ma spenti
Per quanto riguarda i cellulari in classe, durante le ore di lezione devono essere spenti. Per gli studenti che non rispetteranno il divieto sono previste sanzioni, compresa quella del ritiro temporaneo del telefonino durante le attività didattiche e la sua riconsegna al termine delle lezioni. Nei casi più ostinati il cellulare sarà riconsegnato ai genitori. Il divieto di utilizzare telefoni cellulari durante lo svolgimento delle lezioni riguarda anche i docenti “in considerazione recita la direttiva dei doveri derivanti dal contratto nazionale di lavoro e dalla necessità di assicurare all’interno della comunità scolastica le migliori condizioni per uno svolgimento sereno ed efficace delle attività didattiche, unitamente all’esigenza educativa di offrire agli alunni un modello di riferimento esemplare da parte degli adulti”. Nel rispetto dell’autonomia scolastica e in attesa delle modifiche allo Statuto degli studenti e delle studentesse, annunciate dal Ministro, per ora spetta alle singole scuole dotarsi di un regolamento d’istituto che traduca, in maniera ”adeguata ed efficace”, i principi già fissati dallo Statuto del 1998, che già conteneva tali divieti, individuando le possibili sanzioni. (il Ministero pubblicherà sul suo sito alcuni modelli di riferimento a cui eventualmente ispirarsi). Per evitare l’ingresso a scuola di telefonini (o di altri dispositivi elettronici non autorizzati e che possono disturbare le lezioni), bisognerà attendere una legge ad hoc, ma nel frattempo a chi non rispetterà le linee guida del Ministero potrà essere sequestrato. Comunque e per evitare rimostranze da parte di genitori apprensivi – eventuali esigenze di comunicazione tra gli studenti e le famiglie, dettate da motivi di particolare urgenza, potranno sempre essere soddisfatte, previa autorizzazione dell’insegnante. Ma in fondo, tale possibilità non è stata mai preclusa, anche prima dell’invasione dei cellulari, ogni scuola ha sempre avuto in dotazione un telefono tradizionale.
Sanzioni disciplinari per i “bulli”
Se i “trilli” a scuola avranno vita dura, non andrà meglio ai “bulli”. Anche per loro è previsto l’inasprimento delle sanzioni già esistenti, grazie ad una revisione degli articoli 4 e 5 dello Statuto degli studenti. Oltre alla sospensione per 15 giorni, gli studenti più indisciplinati potranno essere puniti con l’obbligo di svolgere una sorta di servizio sociale, come la pulizia delle aule, piccole manutenzioni, attività di assistenza e volontariato, sempre nell’ambito e nell’interesse della comunità scolastica. Per gli irriducibili invece, vale a dire per gli studenti che commettano azioni di estrema gravità – gesti particolarmente deplorevoli che rientrano nel cosiddetto fenomeno del bullismo e prevista l’esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all’esame di Stato conclusivo del corso di studi. “sanzioni severe e commisurate precisa il ministro Fioroni – alla particolare gravità dei comportamenti tenuti dagli studenti” Ricordando anche che “la sanzione disciplinare, seppur inserita in una nuova logica, continua a svolgere la sua irrinunciabile funzione di reazione efficace ad un illecito, nonché di prevenzione verso il compimento di eventuali infrazioni disciplinari”.
Dovere di vigilanza e di corresponsabilità di genitori e docenti
Per rendere effettiva la piena partecipazione delle famiglie, in ogni caso sempre nell’ambito dell’autonomia scolastica, ogni scuola potrà chiedere ai genitori, all’atto dell’iscrizione o all’inizio di ogni anno scolastico, di sottoscrivere un Patto sociale di corresponsabilità attraverso il quale le famiglie si assumono l’impegno di rispondere direttamente del comportamento dei propri figli nel caso in cui, ad esempio, questi danneggino altre persone o le strutture scolastiche o, più in generale, violino i doveri sanciti dal regolamento d’istituto e subiscano, per questo, una sanzione anche di carattere pecuniario. Ma anche dirigenti, docenti e personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari), devono rispettare “il dovere di vigilanza sui comportamenti degli alunni” e segnalare tempestivamente, alle autorità competenti, eventuali infrazioni, soprattutto quando si tratta di episodi di violenza. Un dovere che, se non osservato, sarà materia di valutazione disciplinare anche per il corpo docente e personale Ata.
In Rete
il sito del Ministero della Pubblica istruzione
Marina Zenobio