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Adolescenti e pornografia

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Uno studio dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori rivela la crescita del fenomeno e indica le soluzioni

Curiosità e scarsa informazione sono alla base del crescente dilagare della pornografia tra gli adolescenti. Questo il risultato di un’indagine condotta dall’Osservatorio sui Diritti dei Minori secondo la quale il consumo di materiale pornografico tra i ragazzi è in netto aumento, con un dato anomalo: la componente femminile è in forte ascesa.

Attrazioni fatali
L’inchiesta ha preso in esame per un mese intero un campione di 500 adolescenti di cui 250 maschi e 250 femmine, in età compresa tra i 14 e i 16 anni, dislocati sull’intero territorio nazionale.
E lo spaccato sociale che ne è derivato non lascia dubbi. Alla domanda “hai mai guardato un film pornografico?”, il 71% dei ragazzi intervistati ha risposto affermativamente, contro il 46% delle ragazze. Alla domanda se la visione fosse stata occasionale o abituale, 142 su 177 maschi hanno dichiarato di consumare il materiale abitualmente, così come 89 femmine su 115.

Internet principale veicolo
Un altro dato sconcertante è rappresentato dall’alta percentuale (35%) di giovani che afferma di reperire principalmente in Internet tutte le informazioni, i documenti ed i materiali pornografici che desidera. Il 31% invece dichiara di visionare film e giornali che fratelli maggiori o genitori portano a casa, mentre il 22% utilizza e scambia con gli amici materiali di ogni tipo. Soltanto il 12% degli intervistati afferma di acquistare film o giornali presso i relativi punti vendita.

La caduta di un tabù
“Una degenerazione di costumi”. Così il presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio, Antonio Marziale, ha commentato i risultati tutt’altro che confortanti. Secondo l’esperto il dilagare di questo fenomeno non rappresenta un modo per avvicinarsi e conoscere la sessualità ma soltanto una dipendenza dalla curiosità che può persino degenerare in malattia psichica. Se si pensa che una volta la pornografia rappresentava un vero e proprio tabù per la maggior parte delle donne e anche per alcuni uomini, è evidente, alla luce di questa inchiesta, come i tempi siano decisamente cambiati. Ben il 50% degli intervistati ha dichiarato un’attrazione costante verso i film pornografici e questo dovrebbe già di per sé far riflettere sull’importanza del fenomeno.

La necessità dell’educazione sessuale
Famiglia e scuola secondo il Presidente dell’Osservatorio, sono i principali responsabili del dilagare della pornografia. Nella loro veste di “agenzie di socializzazione” avrebbero il compito di stimolare i soggetti in età evolutiva e di dissuaderli da forme di dipendenza attraverso iniziative che ne distolgano l’attenzione e trasmettano valori sani. Ma un’educazione “retta” contribuisce a crescere individui sani soltanto quando non si accompagna a forme di moralismo e di inibizione. Anche la sana educazione sessuale nelle scuole, quindi, limiterebbe di gran lunga l’interesse smodato verso la pornografia. Soprattutto in quei casi in cui all’interno del nucleo familiare parlare di sesso è ancora tabù, affrontare l’argomento in modo sano e con educatori adeguati sarebbe utile a rendere la sessualità lecita ed accessibile: ciò che è proibito, si sa, è fonte di grande attrazione.

 

Paola Ladogana

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